Il 2011 si chiude all’insegna dell’ennesima truffa
dopo il referendum a difesa dell'acqua pubblica. Decisamente
in linea con la politica attuale di aumento delle spese con
maggiori tasse, tariffe e imposte e diminuzione di salari e
pensioni. È quanto in sostanza è stato deliberato
anche in ambito ATO-BO, l’Ambito Territoriale Ottimale
di Bologna e provincia, e che alla fine dell’anno va “in
pensione” per essere sostituito da un unico organo regionale.
Per assicurarsi la rendita dei prossimi anni quindi, ieri una
riunione, organizzata pressochè in segreto da Draghetti
e Burgin (presidente e assessore provinciale) per deliberare
gli aumenti delle tariffe del servizio idrico per il 2012 e
sul rinnovo della convenzione con Hera Spa per il periodo 2012-2015.
In pratica, ha illustrato Rizzo Nervo, assessore ai lavori pubblici
di Bologna, “la previsione fissata dalla convenzione 2008-2012
con Hera, era di 83,1 mmc/anno, ma solo nei primi due anni sono
stati consuntivati volumi venduti inferiori per 8.3 mmc”
e ciò “ha comportato minori ricavi per la copertura
dei costi di servizio per 31 milioni di euro”. Per riparare
al debito si sarebbe dovuto quindi o applicare un aumento del
25% sulle tariffe per il 2012, oppure spalmare lo stesso nei
prossimi cinque anni., come dire.. se consumiamo meno acqua
dobbiamo pagarla di più e al “pagare il debito”
dobbiamo abituarci o esser pronti a dare battaglia fino infondo.
Per l'anno 2012 è stata indicata una tariffa media di
1,78e/mc che si tradurrebbe in un aumento di 21euro per famiglia
media.. se si conta che la provincia di Bologna quasi un milione
di abitanti è facile capire che si parla di cifre da
capogiro!
L’assessore provinciale all’ambiente Burgin ha confermato
la notizia e il comitato Acqua Bene Comune scende in piazza
a dar battaglia. “Apprendiamo con grande disappunto che,
malgrado le innumerevoli richieste di incontro, non si è
voluto confrontarsi con il Comitato per l’acqua bene comune”.
Alla richiesta di conoscere il contenuto della delibera infatti,
l’assessore ha risposto che il comitato avrebbe potuto
conoscerne il contenuto “dopo le delibere”. Il sentimento
di totale mancanza di democrazia, a fronte della vittoria schiacciante
del referendum di giugno, il Comitato per l’acqua bolognese
ha organizzato un presidio in via S. Felice, davanti alla sede
dell’ATO BO per bloccare l’entrata dei sindaci e
la delibera “golpista” sulle bollette dell’acqua
che ATO vuole aumentare per assicurare la rendita sulle bollette
per i prossimi 4 anni. “Non potete aumentare le tariffe
dell’acqua per far pagare ai cittadini la remunerazione
del capitale privato, dato che una schiacciante maggioranza
di elettori italiani hanno espresso la loro volontà di
non sottoporre l’acqua alle leggi del profitto e della
speculazione finanziaria” gridava un manifestante contro
i sindaci che tentavano di entrare nel palazzo.
Infatti la delibera approverebbe il rinnovo della convenzione
con Hera spa per altri 5 anni, concedendole la libertà
di caricare sulle tariffe la copertura di oneri finanziari (in
altre parole “remunerazione del capitale) per presunti
debiti che il gestore avrebbe contratto per assicurare gli investimenti
necessari nel servizio idrico, ma che ATO BO non ha ancora verificato
se esistano e in che misura. Anche da Imola giunge un comunicato
in cui si chiede ai sindaci di non votare queste delibere. La
verifica degli investimenti ad opera di ATO “è
oggi indispensabile se si pretende di sostituire la remunerazione
del capitale abrogata dalla vittoria referendaria con oneri
finanziari non meglio identificati”.
Durante il presidio di ieri mattina sono volate monetine contro
la Draghetti e contro i sindaci. Solo pochi di questi si sono
fermati ad ascoltare ciò che i manifestanti avevano da
dire. “Quella che è andata in scena è una
farsa della democrazia, sindaci e amministratori provinciali
e comunali che rispetto alle centinaia di migliaia di persone
che hanno votato al referendum nella nostra provincia, hanno
deciso provvedimenti in totale solitudine. Qualcuno ci dica
in quanti consigli comunali sono stati discussi questi provvedimenti.”
È il tono perentorio del comitato Acqua Bene Comune che
denuncia l’illegalità di queste delibere, fatte
soltanto per far pagare ai cittadini tariffe salate, per pagare
rendite e dividendi.
Un si unanime a tutto ciò che è stato avanzato
da Draghetti e co., piena e compatta espressione del Partito
Democratico in regione.