Sabato 22 ottobre, un’altra data da ricordare per chi
ha a cuore il diritto alla salute della comunità castellana.
Nuovo corteo del coordinamento “No Inc” contro l’ampliamento
della discarica di Roncigliano e contro il progetto di inceneritore
del monopolista Cerroni.
E ancora un altro bagno di folla per famiglie, associazioni,
comitati e partiti politici. Più di mille persone, infatti,
si sono ritrovate a piazza Mazzini ad Albano e hanno sfilato
sino a piazza Frasconi a Genzano per dire no alle “politiche
antiambientaliste” di imprenditori e Regione Lazio.
C’erano davvero tutti; da una parte le amministrazioni
locali: in primis i Sindaci Gabbarini e Cianfanelli, l’Assessore
albanense Fiorani e i Verdi del Consigliere regionale Bonelli.
Dall’altra numerose organizzazioni cittadine: Villaggio
Ardeatino, comitato “Rifiuti zero” di Fiumicino,
“Salviamo il lago di Albano”, associazione “Salute
e ambiente” di Cancelliera, “No turbogas Aprilia”,
Anpi di Albano, nonché importanti rappresentanze di chi
in queste ore sta vivendo il rischio di vedere “monnezza”
sul proprio territorio ovvero Riano, Corcolle e San Vittorino.
«Siamo qui – ha sottolineato il referente legale
del “No Inc”, Daniele Castri – per opporci
ad una modalità di gestione e chiusura di ciclo dei rifiuti
che nel Lazio passa ancora per discariche, per rifiuti indifferenziati
e per inceneritori. Questa modalità industriale è
sbagliata e riteniamo che vada cambiato il modello tramite l’avvio
della differenziata porta a porta, riduzione, riciclo e riuso».
Un modello, quest’ultimo, che ad Albano i ragazzi del
coordinamento stanno spingendo per contrastare i desideri economici
di Cerroni: sogni chiamati settimo invaso e futuro inceneritore.
Una battaglia tutta legale, che nelle prossime settimane condurrà
a parecchie novità: «In
questo momento ci ritroviamo con due ricorsi al Tar Lazio contro
il settimo invaso. La questione di istanza è diventata
assai importante visto che qualche giorno fa – ha spiegato
– l’ufficio urbanistica del Comune di Albano ha
certificato i 179 metri di distanza della discarica dal primo
centro abitato, che è il Villaggio Ardeatino: un limite
illegittimo, che sfora ogni normativa regionale e nazionale».
Non solo, ma la manifestazione di sabato è stata una
grande cassa di risonanza per due motivi ben precisi: «Giovedì
prossimo, cioè il 27 ottobre avremo una udienza per cercare
di sospendere il funzionamento del settimo invaso mentre per
le prossime settimane siamo in attesa del pronunciamento del
Consiglio di Stato: sapere definitivamente la sorte del progetto
di inceneritore localizzato da Marrazzo durante il suo vecchio
periodo
commissariale». Tutti uniti, dunque, nella speranza che
venga confermata la sentenza del Tribunale amministrativo del
dicembre scorso, che bocciò la costituzione dell’inceneritore
a Roncigliano.