|
Il presidente punta il dito contro l'agenzia statunitense,
a suo avviso convolta nel narcortraffico verso gli Usa
Non ha usato mezzi termini il presidente boliviano Evo
Morales nell'accusare Washington di controllare per mezzo
della Dea (Drug Enforcement Administration), il traffico
di droga che dalla Bolivia giunge fino agli Stati Uniti.
"La Dea non lottava contro il traffico di stupefacenti ma
lo controllava per i suoi fini politici. Lo confermano anche alcuni
suoi agenti che hanno raccontato delle atrocità
commesse dall'agenzia con il pretesto della lotta alla droga"
ha detto Morales dal Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite
dove si trovava per una riunione.
"Ho timore del governo statunitense. Ho paura perché
conosco il loro modo di operare e i loro operatori. Gli
Usa hanno tutta l'esperienza per creare situazioni strane. Adesso
si stanno preparando per screditarci con il traffico di
droga" ha ribadito il presidente del Paese andino
che da quando è stato eletto ha iniziato una seria campagna
di lotta alle sostanze stupefacenti basata sulla conoscenza e sullo
studio, dove la priorità è non confondere la foglia
di coca con la cocaina.
Non solo. Qualche giorno fa lo stesso presidente Morales raccontava
che secondo lui l'esecutivo Usa starebbe orchestrando un complotto
ai suoi danni e ha raccontato di un aereo presidenziale che sarebbe
stato fermato in territorio Usa perché al suo interno sarebbero
state trovate tracce di droga. Niente di più falso e le notizie
riportate dalla stampa sull'argomento sono solo delle clamorose
bugie. Infatti, il velivolo in questione era comodamente
parcheggiato all'interno di un hangar in Bolivia.
"Penso che stiano preparando qualcosa già dall'anno
scorso. Quando arriviamo negli Usa con l'aereo presidenziale potrebbero
mettere qualcosa al suo interno e trattenerci" ha detto Morlaes.
I rappresentanti della Dea presenti in Bolivia sono stati
espulsi nel 2008 quando si è scoperto che l'agenzia
era coinvolta in un tentativo di golpe ai danni del presidente Morales.
Agosto
2011 |