A
35 anni dall’abbattimento dell’aereo dell’aviazione
civile cubana
di Andres
Gòmez
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Forse l’attentato terroristico più significativo della
politica terroristica mantenuta e appoggiata dai governi statunitensi
contro il popolo cubano per cinquantadue anni é l’abbattimento
dell’aereo civile di Cubana de Aviación, che causò
la morte di 73 persone: 57 cubani, 11 guianesi (la maggior parte
di loro studenti vincitori di borse di studio a Cuba) e 5 funzionari
culturali coreani.
Fra i 73 passeggeri e membri dell’equipaggio assassinati in
quest’atto di bestialità si trovava la squadra nazionale
giovanile cubana di scherma al completo, di ritorno con le medaglie
d’oro vinte nel campionato centroamericano di quella disciplina.
Il 6 ottobre si compiono 35 anni di quest’atto di barbarie
che ha inorridito e inorridisce ancora la nazione cubana e qualunque
persona di buona volontà che ne sia a conoscenza.
I due capi terroristi che organizzarono e diressero quell’attentato,
Luis Posada Carriles e Orlando Bosch Ávila, entrambi agenti
operativi della CIA per decenni - come dimostrano tonnellate di
documenti declassificati da quest’ agenzia statunitense -
non sono mai stati condannati col rigore previsto per questo tipo
di crimini. Tutti e due si rifugiarono a Miami per sfuggire alla
giustizia.
Bosch ha vissuto libero avendo l’impunità offertagli
dai governi degli Stati Uniti fino all’aprile scorso, quando
é morto in questa città a 84 anni. Posada Carriles,
con i suoi 83 anni, continua a vivere godendo della stessa impunità
elargita a tutti i terroristi dell’estrema destra cubana dai
governi statunitensi. Dato che quelli mantengono specialisti in
questa materia, seguendo le istruzioni della CIA - che da quel momento
volle fornire l’immagine di un allontanamento dai terroristi
- Orlando Bosch nel giugno del 1976 riunisce i suoi compari terroristi
e crea la Coordinadora de Organizaciones Revolucionarias Unidas
(CORU), e inizia una forte attività terroristica.
I principali attentati di questa escalation di terrore nel 1976
furono: una bomba piazzata nell’ambasciata cubana di Lisbona,
in Portogallo, che causò la morte di due diplomatici cubani;
l’assassinio di un tecnico della pesca a Mérida, nello
Yucatán, nel corso di un fallito attentato al console cubano
in quella città; il sequestro e la scomparsa di due diplomatici
facenti parte dell’ ambasciata cubana a Buenos Aires, in Argentina;
una bomba nel veicolo che trasportava i passeggeri destinati a un
volo civile dell’aviazione cubana nell’ aeroporto di
Kingston, in Giamaica; nel settembre di quell’anno, Omega
7, una
delle organizzazioni terroristiche facenti parte della CORU, in
collaborazione con la dittatura militare cilena, assassinò
Orlando Letelier, Ministro degli Esteri del governo di Unità
Popolare guidato da Salvador Allende, e la sua segretaria, Ronni
Moffit, facendo esplodere la sua auto in Dupont Circle, nel centro
di Washington D.C.; e poi, l’abbattimento dell’aereo
civile di Cubana de Aviación.
Fra i diversi obiettivi della campagna terroristica contro il popolo
cubano che dura da oltre cinquant’anni, troviamo: distruzione
o sabotaggio di obiettivi civili in Cuba; attacchi contro strutture
costiere, aerei, navi mercantili e pescherecci; attentati contro
strutture e personale cubano all’ estero, comprese sedi diplomatiche;
tentativi di assassinio contro i principali dirigenti della repubblica;
introduzione di germi e bacilli per danneggiare l’ agricoltura
e l’allevamento; introduzione di malattie che attaccano le
persone, compresi i minori.
In conseguenza di questa ignobile campagna sono morti più
di 3.478 cubani e cubane, e più di 2.099 sono stati resi
invalidi.
Nel discorso all’Avana del 6 ottobre 2001, meno di un mese
dopo i tragici attentai terroristi a New York, Washington e in Pennsylvania,
nel corso della celebrazione del 25° anniversario dell’attentato
contro l’aereo civile cubano, il presidente cubano, Fidel
Castro, ha detto:
“La fredda cifra di 73 persone innocenti assassinate a Barbados,
non dice tutto circa il senso e la gravità di questa tragedia.
Sicuramente i nordamericani lo capiranno meglio confrontando la
popolazione di Cuba di 25 anni fa con quella statunitense l’11
settembre del 2001. La morte di 73 persone in un aereo cubano fatto
esplodere in aria e ciò che significherebbe per il popolo
degli Stati Uniti se 7 aerei di linee nordamericane, con più
di 300 passeggeri ciascuno, fossero distrutto in volo lo stesso
giorno, nella stessa ora, da una cospirazione terroristica.
Se andiamo un poco più lontano e consideriamo i 3.748 cubani
che sono morti durante 42 anni in azioni d’aggressione, inclusa
l’invasione di Playa Girón e tutti gli atti terroristici
che Cuba ha sofferto per azioni che hanno avuto origine negli Stati
Uniti, é come se nel paese fossero morte 88.434 persone,
una cifra quasi uguale al numero dei morti nordamericani nella guerra
di Corea e Vietnam messe insieme”.
Niente di nuovo, al contrario, molte di queste questioni sono ben
note. Ma cos’ altro possiamo fare per dare giustizia a tutte
le vittime, assassinate o rese inabili da queste mostruose campagne
terroristiche, e perché un giorno, non lontano, il popolo
cubano possa vivere e fare la sua strada liberamente e in pace,
che altro possiamo fare se non denunciare, denunciare e denunciare
i terroristi, i loro crimini e la politica che li sostiene. Massacrandoli
con la verità e la giustizia?