Madrid
media con Washington per i cinque agenti cubani
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Una questione di diritti e documenti: i familiari
hanno diritto a conoscere la situazione sanitaria dei loro cari.
Il Parlamento spagnolo ha chiesto ai membri del
Governo di Josè Luis Zapatero di impegnarsi
in prima persona per fare da mediatore con gli Stati Uniti per
la vicenda che riguarda i cinque uomini cubani condannati
più di 12 anni fa.
I cinque agenti dell'intelligence cubana stavano lavorando per
scoprire le mosse contro Cuba organizzate dai gruppi anticastristi
di stanza a Miami e che notoriamente sono finanziati dalle lobby
anticubane e dalla Cia.
Diversi partiti hanno portato davanti alla commissione
Affari Esteri una proposta di legge (approvandola) che
esorta l'amministrazione di Madrid a non fermarsi e continuare a
"svolgere le azioni necessarie alle autorità statunitensi
che, sulla base di motivi umanitari, permettano
ai familiari dei cinque di ottenere la documentazione necessaria
per far loro visita".
Oramai, sono dodici anni che l'Havana continua
a portare avanti una campagna molto intensa per far conoscere la
reale situazione dei cinque detenuti che sono stati accusati, fra
le altre cose, di "cospirazione" e di spionaggio
a favore del governo che in quel periodo era ancora presieduto
dal Lider Maximo Fidel Castro.
Non si contano più gli appelli internazionali per chiedere
alla giustizia statunitense la liberazione dei cinque agenti segreti
la cui unica colpa era quella di cercare di evitare stragi e attentati
a Cuba che avrebbero potuto causare danni incalcolabili e vittime.
La situazione però non è che in fase embrionale.
Giugno 2011
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