Cuba. “Si alle riforme ma il socialismo resta l’unica risposta”

di redazione Nuestra America

 

Il governo cubano intende proseguire con forza sulla via delle riforme anche se ritiene che il socialismo per il popolo cubano rappresenti ancora l'unica risposta ai suoi problemi. La conferma e' venuta dal Ministro della Cultura cubano Abel Prieto che ha avuto modo di accennare alle questioni aperte all'interno del paese dopo le svolte venute, con Raul Castro, nell'ultimo Congresso del Partito Comunista di Cuba.

Abel Prieto ha incontrato a L'Avana una delegazione del governo italiano guidato dal sottosegretario per i Beni culturali, Riccardo Villari accompagnato all'ambasciatore Marco Baccin- Prieto non ha nascosto le difficolta' che anche Cuba sta vivendo in questo momento definendole '''tra le piu' difficili da molti anni a questa parte''. ''Anche l'ultimo congresso del partito - ha detto - ha parlato molto di cultura che deve darci la piattaforma sulla quale impostare ogni riforma. Vogliamo un paese con meno burocrazia senza rinunciare, pero', alla giustizia sociale e dimenticare le parti piu' povere della nostra societa'''.
Le presenti e future riforme, ha poi spiegato Prieto, si fonderanno '''sulla solidarieta' e sull'uguaglianza ma non piu' sull'egualitarismo e sul paternalismo che ne sono una distorsione. Tutto questo, negli anni, ci ha fatto molto male cosi' come imitare altri modelli''. Le riforme a Cuba '''non copieranno da nessuno'' ed avranno una elaborazione “interna all'esperienza venuta dagli anni della Rivoluzione”. ''Una volta - ha detto Prieto - abbiamo copiato dalle idee antiche del socialismo sovietico e lo abbiamo pagato caro per anni. Ma ora e' il tempo delle nuove generazioni di quei giovani che debbono diventare sempre piu' protagonisti del cambiamento grazie anche ai loro saperi e alle loro intuizioni. Ma la risposta, qui ne siamo tutti certi anche i giovani, resta all'interno del socialismo. La crisi sta investendo tutti e basta vedere quello che accade anche in un paese come gli Usa che ha sempre associato la felicita' al consumo. La soluzione per Cuba non e' il capitalismo.
Qui la gente chiede un socialismo piu' produttivo ed una economia, man mano, meno statalizzata''. Questa, quindi, sembra essere la direzione che la classe politica cubana ha intrapreso partendo dalla '''svolta'' dell'ultimo Congresso del partito che, ha detto sempre il ministro Prieto, '''e' stato un grande referendum aperto alle realta' di base e alle municipalita'. E che ha dato il suo appoggio a Raul''.

Settembre 2011