Berlino. Conclusa conferenza internazionale per Cuba

di Alessio Ramaccioni *

Si è conclusa questa notte a Berlino una tre giorni di solidarietà con Cuba e con l’ALBA. Al centro la vicenda dei Cinque prigionieri negli Usa ma anche molto altro. Per l'Italia c'erano anche Nuestra America e Cestes.

Presenti 130 delegati in rappresentanza di 30 paesi europei: tra loro, il professor Luciano Vasapollo e Rita Martufi, presenti a nome del centro studi Cestes, dell’associazione Nuestra America e di Radio Città Aperta, tre realtà che da anni portano avanti un lavoro di informazione corretta ed approfondita su Cuba e sull’America Latina. “Queste giornate sono state importanti” ha raccontato questa mattina il professor Vasapollo ai microfoni di Radio Città Aperta, praticamente appena arrivato da Berlino. “Erano rappresentati 30 paesi europei, dell’Ovest e dell’Est, dove si pensa che, dalla caduta del muro di Berlino, non siamo più presenti realtà e movimenti sociali, internazionalisti, comunisti e democratici avanzati. Ma non è così, e anche questa tre giorni ha evidenziato il grande fermento sociale che riporta alla luce queste battaglie”. Il professor Vasapollo ha poi raccontato come si sono svolti i lavori, e di cosa si è dibattuto: “Centrale la presenza della delegazione cubana, rappresentata ai massimi livelli. Molto importante e significativa la presenza di Elizabeth Palmeiro, la moglie di Ramon, uno dei cinque patrioti cubani illegalmente detenuti negli Stati Uniti”. Luciano Vasapollo e Rita Martufi hanno svolto una serie di incontri bilaterali con diverse personalità, associazioni, partiti e sindacati di molti paesi europei presenti alla conferenza,. Di particolare interesse gli incontri con i rappresentanti della delegazione cubana, a partire proprio da Elizabeth Palmeiro, a cui hanno espresso la vicinanza e la solidarietà di tutta l’area politica da loro rappresentata, rinnovando l’impegno a livello politico e mediatico a sostegno dei cinque. Molto significativi gli approfondimenti politici e culturali svolti insieme al presidente dell’ICAP, Kenya Serrano, e al vice presidente Holmedo. Importante anche il lavoro di approfondimento e confronto svolto insieme al professor Hugo Pons, vicepresidente dell’ANEC, associazione della quale è membro d’onore lo stesso Luciano Vasapollo. Al centro del lavoro svolto da Vasapollo e Martufi insieme al professor Pons l’analisi delle linee di perfezionamento della concreta attuazione della pianificazione socialista a Cuba e le modalità realizzative nei diversi paesi dell’ALBA. Il professor Pons ha tenuto su questi temi una conferenza nel tardo pomeriggio di sabato. A fine gennaio Luciano Vasapollo e Rita Martufi saranno tra l’altro a Cuba per approfondire questi temi, insieme proprio ad Hugo Pons e ad altri economisti.

“ Mi ha molto colpito – ha aggiunto il professor Vasapollo - ascoltare la lettura di un messaggio dei cinque patrioti che si dichiaravano felici della presenza e della partecipazione alla conferenza di molti europei, in particolare greci, italiani, spagnoli e portoghesi, impegnati con scioperi e manifestazioni a difendersi e a sopravvivere. Cinque compagni che, nonostante la detenzione, non cessano di interpretare il mondo in chiave internazionalista”. Proprio la vicenda dei cinque è stata uno degli argomenti discussi nel corso dei lavori, splendidamente organizzati dai compagni tedeschi. Tre le commissioni che hanno affrontato i temi più importanti. Una dedicata appunto al caso specifico dei cinque, una dedicata alla posizione che ha assunto l’Europa, una posizione ostile a Cuba e quindi ai paesi dell’ALBA. La terza dedicata alla comunicazione e all’informazione. I lavori sono stati conclusi dalla votazione di un documento finale. “Documento dibattuto, emendato e votato all’unanimità, molto soddisfacente – ha concluso Vasapollo – dove viene messa in evidenza la criminalità del blocco, il ruolo propulsivo e socialista dell’ALBA e il ruolo progressista di tutta l’America Latina. Infine un appello, forte e provocatorio: che la sinistra europea smetta di essere eurocentrista ed autoreferenziale, ma che guardi a Cuba e all’ALBA. E’ una battaglia politica, e questa conferenza ha chiarito verso dove la sinistra di classe anticapitalista e antimperialsita debba guardare: a Cuba, appunto e all’America Latina”.

Qui di seguito la risoluzione votata alla conferenza di Berlino

DICHIARAZIONE FINALE DEL XVI INCONTRO EUROPEO di Solidarietà con Cuba

Berlino, 9 - 11 novembre 2012 (TRADUZ. A CURA DELLA REDAZIONE RIVISTA NUESTRA AMERICA)

Noi 120 partecipanti all’Incontro Europeo di Solidarietà e Amicizia con Cuba, provenienti da 30 stati e 54 organizzazioni, ci rivolgiamo ai governi europei e alle istituzioni dell’Unione Europea, affinché richiedano al governo degli Stati Uniti del Nord America l’immediata eliminazione dell’illegale e criminale embargo economico, commerciale e finanziario che gli USA stanno imponendo alla popolazione cubana da mezzo secolo.

Ugualmente noi delegate e delegati di questo Incontro esigiamo l’immediata liberazione dei cinque lottatori antiterroristi cubani che, da 14 anni, si trovano detenuti ingiustificatamente nelle carceri statunitensi a seguito di un processo manipolato. Inoltre reclamiamo il diritto d’ingresso negli USA per Olga Salanueva e Adriana Perez, mogli di René González e Gerardo Hernandez, alle quali sinora viene negato il diritto di visita. Si tratta dei cinque cubani che sono stati condannati illegalmente e illegittimamente per le loro attività per evitare attentati contro persone innocenti, mentre nello stesso tempo i veri terroristi come Posada Carriles possono andare liberamente per le strade statunitensi.

Richiediamo a tutti gli Stati europei che prendano le distanze apertamente dall’aggressiva politica interventista dell’amministrazione statunitense che si intromette negli affari interni di Cuba, e all’Unione Europea che abbandoni la sua Posizione Comune. Una simile posizione non si è mai formulata contro nessun altro Stato del mondo e non riflette l'opinione dei popoli d'Europa.

Esigiamo che l’Unione Europea adotti una posizione su Cuba che si basi sull’uguaglianza dei diritti e sia onesta, che non partecipi più all’embargo statunitense e che si impegni effettivamente all’eliminazione dello stesso. Nel contempo, salutiamo il fatto che numerosi paesi dell’Europa abbiano ampliato le loro relazioni bilaterali con Cuba.

Nei nostri rispettivi paesi continueremo a lottare per la fine della politica europea della Posizione Comune sforzandoci contemporaneamente per lo sviluppo e l’approfondimento delle relazioni bilaterali di detti paesi con Cuba. Ugualmente ci sforzeremo instancabilmente per il ritorno nella loro Patria di Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Fernando González, René González e Antonio Guerrero.

Inoltre esigiamo che l’Unione Europea termini la sua politica di doppia morale e richieda risolutamente la chiusura del campo di concentramento statunitense nel territorio della base navale di Guantánamo e la restituzione di questo territorio al popolo cubano, proprietario legale dello stesso.

Nel pieno della grande crisi economica del capitalismo mondiale, del neoliberismo e del sistema finanziario internazionale, Cuba e l’Alleanza Bolivariana dei Popoli di Nuestra America (ALBA) stanno mostrando una nuova prospettiva di sviluppo che apre la strada verso un mondo giusto e pacifico, che va oltre il dominio dei mercati finanziari, oltre la competizione e la competitività capitalista e oltre i Trattati di Libero Commercio, che sono una forma di nuova colonizzazione.

Cuba, con i traguardi raggiunti in campo sociale, ecologico ed umano e con la sua solidarietà internazionalista, sta mostrando questa alternativa.

In Venezuela, Bolivia, Ecuador, Nicaragua e gli altri paesi membri dell’ALBA, si sono ottenuti notevoli successi nella lotta alla povertà. Con l’appoggio di Cuba, in Venezuela e Bolivia è stato eliminato l’analfabetismo ed è stato istituito un servizio sanitario anche per i più bisognosi. Questo è stato possibile perché il socialismo cubano ha dimostrato che i paesi poveri, malgrado le condizioni estremamente difficili, possono svilupparsi mediante la costruzione di uno Stato sociale, mentre il sistema di mercato predica all’umanità che proprio lo Stato sociale è un ostacolo che rende impossibile la ripresa economica dalla crisi. Questo dimostra che è così enorme il risultato raggiunto dalla società cubana che non lascia nessuno privo di protezione, ma garantisce vita degna e giustizia per tutti.

Cuba e il processo progressista in America Latina devono essere d’impulso alle sinistre anticapitaliste e alle altre forze progressiste in Europa. Cuba ci dimostra anche che la politica deve essere internazionalista e che devono essere cambiate le forme irrazionali di vita e di consumismo, poiché la qualità della vita ha radici nella conoscenza e nella cultura.

Appoggiamo la creazione della CELAC come un ulteriore passo verso l’integrazione latino americana e caraibica.

Ci rallegriamo per la rielezione di Hugo Chavez a Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela. Questa è stata una grande vittoria per la Rivoluzione bolivariana e per tutti quelli che come noi vogliono continuare il processo di sviluppo del socialismo, nel XXI secolo.

Noi delegati del XVI Incontro Europeo di Solidarietà con Cuba, proponiamo a tutte le organizzazioni che fanno solidarietà di appoggiare i programmi e le azioni elaborate dai tre Gruppi di Lavoro (Libertà per i Cinque, Contro la Posizione Comune della U.E., Politica Mediatica) implementandole mediante le attività nei rispettivi paesi.

Viva Cuba Socialista!

Libertà per i Cinque!

Viva la Solidarietà Internazionalista!

Approvato all’unanimità a Berlino, Repubblica Federale Tedesca, l’undici del mese di novembre dell’anno duemiladodici.

Associazione e Rivista “Nuestra America”; Centro Studi “Cestes”

* Radio Città Aperta

Novembre 2012