“Liberate i 5!”. Consegnata a Roma una lettera all’Onu

Nuova iniziativa a Roma nel 14° anniversario dell'arresto negli Stati Uniti dei cinque agenti dell'antiterrorismo cubano imprigionati nelle carceri di Washington.


Ieri in tutto il mondo si sono tenute iniziative di solidarietà con i cinque agenti dell’antiterorismo cubano arrestati e incarcerati ormai 14 anni fa dagli Stati Uniti. A Roma alcuni attivisti del “Comitato Giustizia per i Cinque” ha consegnato una lettera ai rappresentanti dell’Onu in Italia. Di seguito il comunicato dei promotori sull’iniziativa.

12 Settembre. 2012 “Libertà per i Cinque Eroi cubani. 14 anni di resistenza contro l’ingiustizia statunitense ! Il COMITATO ITALIANO GIUSTIZIA per i 5 porta a Roma l’urlo di rabbia e d’amore della campagna internazionale per la libertà immediata dei 5

Oggi mercoledì 12 settembre è il 14° anniversario dell’ingiusto arresto e carcerazione dei Cinque agenti cubani dell’anti terrorismo da parte degli USA, che furono arrestati dopo che avevano denunciato alle autorità statunitensi la presenza sul loro territorio di una cellula terrorista che stava pianificando l’ennesima catena di attentati a Cuba. Chiediamo che Gerardo, Ramón, Antonio, Fernando e René (che deve restare negli USA obbligatoriamente altri 3 anni pur avendo già finito di scontare la sua pena detentiva) vengano liberati, che possano tornare nella loro Patria e riabbracciare le loro famiglie. In una recente lettera Antonio Guerrero, con dati oggettivamente riscontrabili, illustra cosa è Cuba realmente, con i progressi nel campo dell’istruzione, della medicina, della salute, della cultura, del turismo e dei diritti umani. Successi che la rendono un esempio per l’America Latina. Un continente che attraverso la cooperazione solidale dell’ALBA, sta lottando e lavorando per superare le fortissime disparità sociali prodotte da secoli di colonialismo e dalle più recenti politiche liberiste. Incarcerando i “Cinque” si vuole colpire l’esempio” spiega con inoppugnabile evidenza Antonio Guerrero Rodríguez. In tutto il mondo questo 12 settembre si svolgono manifestazioni in sostegno dei Cinque. Da Mosca a Madrid, da Cuba a Concepcion, da Bogotà a Beirut sono centinaia le città dove sono state convocate manifestazioni di solidarietà .A Roma il Comitato Italiano Giustizia per i Cinque, in collaborazione con l’Associazione Nuestra America ed il Circolo Italia-Cuba di Roma "Julio Antonio Mella", hanno aperto per larga parte del pomeriggio i microfoni di Radio Città Aperta agli ascoltatori e agli amici di Cuba.Un filo diretto davvero partecipato, con molte le telefonate per informarsi e messaggi di sostegno ed incoraggiamento a continuare questa campagna di denuncia e di solidarietà a favore della liberazione immediata dei Cinque. Alle 17.30 si è tenuto un flash mob davanti alla sede dell’ONU in piazza San Marco a Roma. Sono stati distribuiti volantini alle centinaia di turisti e cittadini che solitamente affollano questa centralissima zona di Roma. Dopo avere aperto lo striscione che chiede la liberazione dei Cinque, una delegazione di attivisti insieme ai Vicepresidenti del Comitato Italiano Giustizia per i Cinque, il Professor Luciano Vasapollo e Franco Forconi, ha consegnato una lettera ai funzionari dell’ONU e dell’Istituto Interregionale delle Nazioni Unite per la Ricerca sul Crimine e la Giustizia ad essa collegato. Nella lettera oltre a denunciare l’ingiusta detenzione, il Comitato Italiano Giustizia per i Cinque chiede un incontro a breve con il Direttore dell’UNICRI, Jonathan Lucas, ricordando che tra i compiti istituzionali dell’Istituto c’è la lotta al terrorismo e lo sviluppo di sistemi di giustizia penale giusti ed efficienti, di sostenere il rispetto degli standard internazionali, di accrescere l'assistenza giudiziaria e la cooperazione internazionale. Mentre questi 5 agenti cubani che hanno difeso il loro paese dal terrorismo sono costretti ad una durissima quanto ingiusta detenzione nelle prigioni statunitensi, gli USA danno asilo politico a terroristi reo confessi come Posada Carriles, responsabile dell’attentato che il 4 settembre 1997 dilaniò il giovane italiano Fabio Di Celmo nella hall dell’Hotel Copacabana a Cuba. La lettera si conclude ricordando che l’ingiustizia contro Renè, Antonio, Fernando, Ramon e Gerardo ferisce tutti gli uomini sinceramente democratici, per questo chiediamo giustizia e libertà per i Cinque, così come chiediamo rispetto per Cuba e pari dignità per i popoli che perseguono la loro strada per l’emancipazione e l’indipendenza nell’autodeterminazione.

Comitato Italiano Giustizia per i 5, Associazione e Rivista Nuestra America, Circolo Italia-Cuba di Roma “Juan Antonio Mella”


Settembre 2012