Intervista al prof. VASAPOLLO :

LA CULTURA DEI POPOLI CONTRO LA CRISI SISTEMICA DEL CAPITALE”.

SI RAFFORZA LA COLLABORAZIONE TRA L’UNIVERSITÀ LA SAPIENZA DI ROMA E L’UNIVERSITÀ HERMANOS SAIZ DI PINAR DEL RÍO

di Alberto Hernández Cáceres (Radio, Pinar del Rio)
TRADUZ. VIOLETTA NOBILI
La solidarietà dei professori e dei dirigenti della Facoltà di Filosofia dell’Università La Sapienza di Roma, Italia, nei confronti dei loro omologhi della Facoltà di Scienze Economiche e del CEMARMA di Pinar del Río si è rafforzata molto con la visita nell’istituto di una delegazione italiana, che ha portato a termine  l’accordo di collaborazione tra i due Atenei. Nel 2009, ad esempio, gli interscambi tra professori sono aumentati, così come le pubblicazioni di libri ed opuscoli. La delegazione italiana è arrivata a Pinar del Río dopo aver partecipato, a L’Avana, all’Evento Internazionale Universidad 2010.
Il Capo della Delegazione, formata da 25 professori dell’Università La Sapienza di Roma, era il prof. Luciano Vasapollo. Le giornate di lavoro della delegazione sono state scandite dal rinnovo degli accordi di collaborazione con le università cubane, tra cui anche quella di Pinar del Río Hermanos Saiz che vanta una collaborazione decennale.
La rappresentanza del paese mediterraneo, con spiccati interessi culturali e scientifici, ha firmato nuovi protocolli esecutivi con l’Università de L’Avana,di Santiago, con quella di Pinar del Río e in particolare con la Facoltà di Scienze Economiche e il centro studi sull’ambiente CEMARMA..
Il prof. Luciano Vasapollo ha manifestato la sua soddisfazione nel visitare la provincia antillana, affermando che “ha nel cuore l’Università di Pinar del Río, poiché è qui che viene fatto il lavoro più importante per la preparazione dei libri e dei quaderni sull’economia”.
Nel Centro di Alti Studi della provincia più occidentale di Cuba, Luciano Vasapollo ha partecipato ad una conferenza sullo sviluppo economico mondiale, sulla crisi economica, sulla compatibilità locale, sul cooperativismo e sull’economia locale come alternativa alla condizione che vive l’umanità. Nell’auditorium erano presenti alunni, professori e dirigenti dell’Università Hermanos Saiz, insieme ai rappresentanti di Pinar del Río dell’Associazione Nazionale di Economisti di Cuba e del presidente Joaquín Remedios García, con il quale si sono successivamente incontrati a proposito dei temi citati.
Nel suo intervento, il professore titolare di Economia Applicata dell’Università italiana ha  confermato la firma di nuovi accordi di cooperazione con l’università anche per l’interesse socio-economico del territorio di Pinar. Ha precisato che il protocollo firmato con la Facoltà di Scienze Economiche è stato quello che ha funzionato meglio da anni, perché ha dato vita a libri e a quaderni ed inoltre ha reso possibili gli interscambi tra professori, parte fondamentale dell’attività accademica, scientifica e politica.
Si è dichiarato orgoglioso di essere un intellettuale militante  che appoggia in chiave politico-culturale i processi rivoluzionari; a questo proposito ha voluto far sapere che si è adoperato e continuerà a far sì che la sua cattedra  e la sua facoltà di Filosofia della Sapienza ha firmato e firmerà accordi quadro  di studio con Rettori dei paesi dell’ALBA . Nel dicembre dell’anno passato ha visitato la Bolivia in qualità di osservatore internazionale durante le elezioni politiche, occasione in cui sono stati firmati tre accordi e cinque protocolli esecutivi. Il suo impegno è rivolto anche verso il Venezuela ed ha affermato che nel prossimo aprile si recherà in Ecuador; inoltre, in un futuro non lontano verranno completati una serie di accordi con tutti i paesi dell’ALBA in cui ci sono processi di trasformazione che devono la loro esistenza, in qualche modo, a Cuba e alla sua Rivoluzione. In questa nuova veste di coordinatore e  rappresentante del Rettore de La Sapienzaper questa delegazione, ha fatto arrivare un saluto al Rettore e a tutta l’Università di Pinar a suo nome e a nome della delegazione che presiedeva. Ha ribadito che l’unico modo per dimostrare la maniera in cui si realizza la collaborazione è continuare a lavorare per le importanti proposte provenienti dalla cultura dei popoli, e su questo continuare la ricerca continuando a  pubblicare libri e quaderni di studio.
In questo periodo, Vasapollo sta scrivendo un libro che vede la partecipazione degli economisti cubani Osvaldo Martínez e José Luís Rodríguez e che ha come obiettivo, tra gli altri, di dimostrare all’Europa che non si potrà uscire dall’attuale crisi mondiale se non si terrà in conto la pianificazione, ossia le esperienze positive dell’ex Unione Sovietica e di Cuba.
Il professore ha affermato che la crisi che stiamo vivendo in questo periodo non è uguale a quella del 1929; infatti ora stiamo sperimentando una crisi peggiore, poiché durante la Grande Depressione non esisteva la globalizzazione. L’attuale crisi ha un carattere strutturale e sistemico a causa della voracità e mal funzionamento del processo di accumulazione contro i bisogni dei popoli; infatti non è solo una crisi economico-finanziaria, ma anche alimentare, energetica, climatica e dello stato di diritto. A detta dell’economista italiano questa è una crisi profonda anche se non comporterà la distruzione immediata del capitalismo “perché come marxisti dobbiamo analizzare la storia”, ha asserito. Ora esistono tutte le condizioni per una crisi sistemica, ma allo stesso tempo non esiste una forza rivoluzionaria in grado di far diventare questa crisi economica  in un un processo socialista.
Il prof. di Economia Applicata de La Sapienza di Roma ha invocato una alternativa alla crisi mondiale capitalista, cominciata con la crisi petrolifera degli inizi degli anni ’70 del secolo passato. Ritiene plausibile che per mostrare una falsa capacità di arrestare la crisi, i capitalisti possano raggiungere piccole crescite economiche quantitative, che però non saranno la soluzione. Ha citato le personalità di  economisti di sinistra europee keynesiane, ricardiane e neokeynesiane che pensano che si possa uscire dalla crisi grazie all’economia di un capitalismo più a carattere sociale, “argomentazione che possiamo considerare una pazzia, priva di ragionevolezza economica , politica e storica”. Vasapollo fa riferimento al presidente Barack Obama che parla di una economia senza contaminazione, la cosiddetta Economia Verde. Ma lo sviluppo sostenuto dal capitale provocherà sempre disuguaglianze, danni climatici e ambientali. Il Summit di Copenaghen è stato un completo fallimento. Secondo Vasapollo il nuovo keynesismo ha un carattere militare molto aggressivo che si può facilmente riscontrare nell’azione del governo di Obama, non dissimile dall’amministrazione Bush e Clinton. Obama ha inviato delle truppe a combattere guerre ingiuste in Medio Oriente ed in Afghanistan; qui nella Nuestra América ha appoggiato il colpo di Stato in Honduras e sta realizzando un’invasione in piena regola di Haiti dopo il disastro provocato dal terremoto.
Non si può parlare della nuova politica di Obama senza menzionare le basi militari in Colombia e Perù e le continue aggressioni alla Bolivia e al Venezuela, ha asserito. Inoltre, il professore ha parlato del blocco economico contro Cuba come di una vergogna per l’umanità intera, così come il fatto di mantenere in prigione i Cinque Cubani solo per aver combattuto il terrorismo.
L’essere un governante democratico, Obama deve dimostralo con i fatti e non con le parole. Fino a questo momento ha portato avanti una politica di aggressione poiché gli Stati Uniti hanno bisogno di una nuova forma di accumulazione. A detta di Vasapollo la soluzione di carattere finanziario è una nuova forma di keynesismo non sociale, che appoggia le banche e le imprese private.
Il professore ha assicurato che la soluzione alla crisi non è economica ma politica, poiché solo la politica garantisce il controllo dell’economia attraverso nuova forme di pianificazione; ed è a questo proposito che è indispensabile una forza soggettiva rivoluzionaria come oggi in Venezuela , in Bolivia , a Cuba, che sappia gestire il lungo processo di trasformazione per la transizione.   
Se così non sarà, il capitalismo durerà ancora a lungo. Il professore italiano ha parlato anche del livello di comprensione a cui sono arrivate le popolazione americane per quanto riguarda i problemi ambientali; con  membri del Governo di Evo Morales, ad esempio, ha discusso positivamente del Convegno delle popolazioni per il cambiamento climatico convocato proprio dal presidente boliviano. Ha affermato di essere molto soddisfatto dell’invito per il Convegno che avrà luogo il 21 e il 22 aprile prossimo, a cui parteciperanno anche specialisti cubani. E ha affermato che
un mondo migliore è possibile e un esempio è proprio Cuba, con i suoi 52 anni di Rivoluzione e con una popolazione eroica che resiste al bloqueo e alla crisi mondiale. L’intellettuale italiano ha affermato che bisogna parlare di un Socialismo nuovo poiché ora sono cambiate le condizioni storiche rispetto al passato.
Durante la sua visita a Pinar del Río, il professore ha ricevuto anche due riconoscimenti. Il primo gli è stato consegnato perché il suo libro, Allerta che cammina, è stato inserito tra i migliori risultati scientifici del 2009, secondo il Consiglio Scientifico Provinciale (il libro è stato scritto insieme al prof. Carlos Lazo Vento, docente della Facoltà di Scienze Economiche dell’Università di Pinar del Río). Il secondo gli è stato consegnato dalla Federazione Studentesca Universitaria (FEU) ed ha a che vedere con la sua designazione come Presidente d’Onore della Cattedra di Cultura Economica e dei Problemi dello Sviluppo.