L'EDUCAZIONE
SUPERIORE PUBBLICA COME VEICOLO DI INTERAZIONE CULTURALE E VICINANZA
FRA I POPOLI”
Università
per un mondo migliore, cuba 2010
Roberto
Salomón (giornalista di “Prensa Latina”)
(TRADUZ. VIOLETTA NOBILI)
Breve
resoconto e intervista di Prensa Latina al Capo Delegazione,
prof. Luciano Vasapollo,
dell’Università “La Sapienza”, Italia,
all’Evento Internazionale di Educazione Superiore, a Cuba.
L’idea
che l’università pubblica conservi sempre questa sua
caratteristica e costituisca un veicolo di interazione culturale,
di pace e vicinanza tra i popoli, oggi acquisisce ancora più
significato poiché ci troviamo di fronte alla necessità
di affrontare i gravissimi problemi che attanagliano l’umanità.
Come è stato evidenziato durante il Congresso Internazionale
Università 2010, tenutosi a L’Avana, diventa
sempre più necessario difendere questo tipo di insegnamento
pubblico, visto che l’elite dominante cerca di utilizzarlo
come merce.
A questo proposito è fondamentale l’integrazione di
tutti i centri dell’educazione superiore della regione e del
mondo, affinché, attraverso il loro impegno, si riesca ad
aumentare il benessere sociale dei popoli.
Proprio su questa importante missione dell’università,
“Prensa Latina” ha voluto conversare con il prof. dell’Università
La Sapienza, Luciano Vasapollo, per il quale questo forum
è il più importante e articolato della regione
latinoamericana e dei Caraibi.
Il Congresso Internazionale Università 2010 ha visto
la partecipazione di una ventina di ministri – otto dei quali
della regione latinoamericana –, di 215 rettori provenienti
da tutto il mondo e più di mille delegati di 65 paesi, ha
voluto sottolineare il professore italiano.
Durante il Congresso Vasapollo – che viene nel nostro paese
da più di 30 anni ed è molto vicino alle campagne
di solidarietà con Cuba, tra cui quella diretta alla liberazione
dei 5 cubani antiterroristi arrestati negli Stati Uniti –
era Capo Delegazione per l’Italia. Direttore scientifico di
due riviste, Proteo e Nuestra América,
ha parlato di un grande evento che ha visto la presenza di 45 presidenti
delle associazione dei rettori e degli organismi educativi internazionali.
La delegazione italiana, una delle più attive, composta da
24 professori, ha firmato nove protocolli esecutivi e diversi accordi
con le università cubane di L’Avana, Santiago di Cuba
e Pinar del Río.
Il professore ha affermato che durante il dibattito scientifico
e culturale si è discusso di filosofia, medicina, ingegneria,
economia, sociologia e altre discipline ed inoltre ha sottolineato:
“C’è stato un aperto confronto fra posizioni
diverse,marxista, radicale, liberale, dei conservatori, senza alcun
problema e con una sola intenzione, quella che l’università
pubblica rimanga sempre tale e che conservi il suo ruolo di veicolo
di interazione interculturale, di pace e di vicinanza tra i popoli”.
Vasapollo ha detto che il programma scientifico comprendeva temi
non solo puramente pedagogici e didattici, molti dei quali relativi
all’educazione dei valori, ma forti approfondimenti
anche relativi alla scienza, alla tecnologia e all’ambiente.
Secondo il professore, la missione delle università è
di creare cultura dei e per i popoli, sostenere l’autodeterminazione
dei popoli e non sviluppare tecnologie per le multinazionali.
Con il motto “L’università per un mondo migliore”,
durante il Convegno si è discusso della ricerca ,di una alternativa
di fronte alla sfida che presuppone l’accesso globale all’educazione
superiore. A proposito dell’universalizzazione della conoscenza,
è ormai chiaro che la credibilità e l’appartenenza
dell’università del XXI secolo sarà evidente
solo quando formerà professionisti che siano realmente uomini
e donne di pace per una scienza esclusivamente al servizio dei bisogni
dei popoli e non del capitale.
Il professore ha affermato che: “una solida formazione sociale
umanista e scientifico-tecnica degli studenti già da ora
sarà fonte di ispirazione per la risoluzione dei problemi
globali e per la costruzione di un mondo migliore.Come è
stato detto nella conclusione dei lavori, è già passato
il primo decennio dell’attuale secolo senza che l’impressionante
volume di saperi e informazioni che navigano nel mondo abbia potuto
contribuire alla soluzione dei problemi che da troppo tempo colpiscono
l’intera umanità. Senza la volontà politica,
la conoscenza da sola non può creare trasformazione, e la
trasformazione sociale, lo sappiamo bene, è necessaria e
irrimandabile. Per questo è doveroso difendere l’insegnamento
superiore, visto che la classe elitaria dominante cerca di
utilizzarlo come merce; è necessario cercare l’integrazione
di questo bene pubblico, rispettando le peculiarità di ciascun
paese, in un processo di cooperazione solidaria. Le università
hanno un importante impegno sociale ed un importate ruolo da svolgere
nel dialogo interculturale e nella creazione di una cultura di pace;
per questo bisognerà lavorare molto, sconfiggendo definitivamente
il colonialismo e l’eurocentrismo politico e intellettuale.
La gioventù deve essere sempre aiutata e indirizzata a costruire
una sua propria gerarchia morale per distinguere l’arte ed
apprezzare i valori dell’identità nazionale”.
.
Dopo aver partecipato al Congresso Internazionale Università
2010, il professore ha potuto dialogare approfonditamente con
il Ministro cubano dell’Educazione Superiore e con il vice
Ministro, rispettivamente Miguel Díaz-Canel e Oberto Santin,
con il Ministro Abel Prieto, con il Direttore del Centro di Ricerca
di Economia Mondiale (CIEM), Osvaldo Martínez e con l’ex
Ministro dell’Economia e della Pianificazione, José
Luis Rodríguez.
Il prof. Vasapollo, grazie alla sua stretta collaborazione
con Cuba, ha ricevuto dei premi, tra i quali quello di Professore
Emerito dell’Università di L’Avana e di Pinar
del Río e la Medaglia del 280° Anniversario dell’Università
di L’Avana.
Entro pochi mesi, nelle università cubane uno dei suoi libri
– già approvato dal Ministero dell’Educazione
Superiore – entrerà a far parte della bibliografia
d’esame.
Questo professore – profondo amico de La Isla, Membro
d’Onore dell’Associazione Nazionale degli Economisti
di Cuba (ANEC) e del Centro Studi del Ministero dell’Economia
e Pianificazione –, ha assicurato, prima di concludere l’intervista,
che il suo rapporto con Cuba diventa sempre più importante
per le prospettive culturali e politiche che si pone con i suoi
compagni in Italia politici e del centro studi sindacale CESTES.
Come abbiamo già menzionato, Luciano Vasapollo – Direttore
della rivista Nuestra América, che si occupa di
temi politici, culturali ed economici latinoamericani – ha
dichiarato a “Prensa Latina” che difende i processi
rivoluzionari attualmente in corso, poiché si sente molto
vicino a queste realtà sociali e politiche
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