CARLO MARX HA PARLATO NELLA SALA 3

di Francisco Rodriguez Cruz

in “Globalizacion” del 4 marzo ,2009 (trad.A.M., in Cuba)

 

Quando il professore italiano Luciano Vasapollo è arrivato nella Sala 3 del Palazzo delle Convenzioni è sembrato che Carlo Marx abbia cominciato a parlare.La teoria del filosofo tedesco sull’essenza del capitalismo contemporaneo è stata analizzata e così affrontata ,  in maniera precisa e attuale e non come un fantasma,  dalla Commissione sulla crisi economica globale nella sessione mattutina del martedì.
Nella mia esperienza personale in tutte le undici edizioni di questo incontro sulla  Globalizzazione, ha detto il prof. Vasapollo,  non ho mai sentito menzionare, citare e ponderare tanto le idee marxiste da economisti e politologi di tutte le tendenze di pensiero, come in questo momento di crisi finanziaria ed economica che stiamo attraversando.Il richiamo al suo nome e ai suoi studi per comprendere la normalità delle crisi  periodiche di sovrapproduzione nella società capitalista , si possono equiparare solo al numero di volte in cui si  menziona il nome di John Maynard Keynes (1883-1946).E’ chiaro che il richiamo all’uomo britannico nel dibattito attuale è associato alla denuncia degli intenti che rendono protagonisti i disperati e confusi  rappresentanti del neoliberismo per salvare, attraverso un intervento statale, il modello economico che sta portando al disastro del pianeta.
Così ha esordito nel momento del suo primo intervento il prof. Vasapollo, in una giornata intensa in cui gli accademici messicani Alejandro Valle e Arturo Guillen avevano esposto una analisi della crisi attuale e la sua origine nella economia reale, più che in quella finanziaria, per nulla disprezzabile, sfruttata in tutti i suoi aspetti  dagli ideologi del liberalismo e dall’onnipotente potere del mercato…….
E poi l’irriducibile e apertamente dichiarato marxista italiano ha preso di nuovo la parola per dire che gli intellettuali europei che si dicono di sinistra hanno “abbandonato la cassetta degli attrezzi di Marx” e dimostrano con le loro accettazione delle formule keynesiane la loro sottomissione alla ideologia del capitale.
Non c’è un capitalismo produttivo buono e uno finanziario cattivo: il modo di produzione capitalista è uno solo e le sue leggi fondamentali  continuano ancora oggi attraverso la creazione e appropriazione del plusvalore,  ha spiegato Vasapollo avventandosi contro tale sistema.
I metodi e le ricette  per uscire dalla crisi sono sempre contro i lavoratori, prima, durante e dopo la crisi; gli Stati Uniti, ha proseguito, hanno esaurito la loro funzione di locomotiva  della economia mondiale e la crisi è a sua volta una crisi ambientale, energetica, di diritto, di cultura ed etica.
Il superamento del modo di produzione capitalista, e di  questa crisi, che secondo il professore potrebbe annunciare la auspicata fase finale dell’imperialismo USA, dipenderà dal modo di organizzazione che si daranno le forze progressiste in una battaglia che in ultima istanza continua a seguire la dinamica della lotta di classe di cui ha parlato Marx.
Nonostante ciò  sarebbe un errore scartare a priori una uscita ancora  di tipo capitalista  dalla crisi attuale. Il sistema può e ha le possibilità di tentare di creare nuove situazioni che producano ancora una volta la contraddizione conflittuale e antagonista esistente tra capitale e lavoro.
Se non vi è una forza rivoluzionaria che diriga la trasformazione verso il socialismo allora  il capitalismo può continuare a dominare.
“Per questo – ha esortato il professore italiano analisi e dichiarazione finale del suo discorso- dobbiamo continuare la lotta intellettuale, culturale nella dinamica della lotta di classe”.