Lo scorso febbraio si è svolto a L'Avana il congresso

“Università 2010 per un mondo migliore”

Presenti delegazioni di docenti universitari in rappresentanza di oltre 65 Paesi. Al congresso anche delegazioni di diverse università italiane, fra queste La Sapienza di Roma,con una nutrita delegazione di 24 docenti. Radio Città Aperta ha intervistato il  prof. Luciano Vasapollo, capodelegazione de La Sapienza e professore di Economia Applicata presso la facoltà di Filosofia, per spiegarci i contenuti del congresso e  raccontarci le tante connesse attività della delegazione de La Sapienza.

Innanzi tutto, ci dice il prof. Vasapollo, voglio ringraziare le istituzioni della mia università, il Rettore prof. Frati, il Prorettore prof.Biagini, che mi hanno dato l’importante compito, e per me è stato un onore oltre che un piacere, di rappresentare La Sapienza come capodelegazione al congresso “Università 2010 per un mondo migliore”. Si tratta di un congresso internazionale che si tiene a L’Avana ogni due anni, e come delegazione de La Sapienza eravamo già stati presenti nel 2008. Quest’anno quella de La Sapienza è stata una delle delegazioni più numerose con 24 docenti universitari, complessivamente la delegazione delle università italiane era formata da 55 docenti in rappresentanza di varie università. Obiettivo di Università 2010 è mettere in relazione un grandissimo numero di università per un confronto scientifico, culturale, accademico sui temi importanti nel momento storico e di crisi mondiale che si sta attraversando. Erano presenti oltre 1500 delegati stranieri in rappresentanza di 64 paesi, oltre  20 i ministri dell’Educazione Superiore, e 14 i viceministri,  215 i rettori e poi 45 presidenti di associazioni rettorali, come la CRUI italiana;  2200 sono state le relazioni; 13 le sezioni di lavoro: su temi ingegneristici, della medicina, dell’economia, delle scienze sociali, delle scienze umanistiche e tecnologiche.

Per quanto riguarda La Sapienza io ho tenuto una conferenza introduttiva e altre 7 relazioni scientifiche sono state tenute dagli altri docenti. Naturalmente oltre ai delegati stranieri erano presenti moltissimi docenti e studenti delle varie università cubane e il tema “per un mondo migliore” alludeva all’importanza di rimettere al centro la ricerca pubblica, il sapere pubblico, in un mondo che, con la globalizzazione neoliberista, tenta sempre più di fare ricerca in favore delle multinazionali e di privatizzare il sapere, destrutturando anche il mercato del lavoro; ormai in quasi tutti i paesi a capitalismo maturo i ricercatori sono precari, ad esempio in Italia abbiamo visto di recente la lotta dei ricercatori dell’Ispra. Tornare a parlare dello sviluppo economico sostenibile, anche dal punto di vista culturale, etico,oltre che  ambientale e sociale mi sembra una delle funzioni migliori che ha potuto avere questo congresso. Il congresso è stato aperto da Riccardo Alarcon che ha messo bene in evidenza come il problema fondamentale sia quello di considerare l’educazione superiore bene pubblico, bene comune, un diritto umano, quindi l’Educazione Superiore come dovere dello Stato
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Come capo delegazione ho avuto l’occasione, non solo di svolgere le funzioni istituzionali de La Sapienza coordinando le relazioni scientifiche, ma anche di rinnovare 3 accordi bilaterali, abbiamo infatti rinnovato per i prossimi 10 anni gli accordi con le università di Pinar del Rio, de L’Avana e di Santiago; sono stati rinnovati anche i protocolli esecutivi e ne sono stati sottoscritti altri 9 su materie ingegneristiche, filosofiche, economiche, sociali,pedagogiche, di psicologia, mediche ecc.
Il congresso ha avuto una risposta estremamente positiva, erano presenti le università di tutti i paesi dell’America Latina, numerosa anche la presenza europea: italiana, spagnola, francese e dell’est europeo, in particolare della Russia.Tra l’altro proprio alla Russia è stata dedicata la Fiera del libro che si è aperta negli stessi giorni a L’Avana, dove ho avuto l’onore e il piacere di presentare il mio Trattato di economia applicata, Trattato che è stato tradotto in cubano e stampato in 12, 13 mila copie e che verrà adottato in 3 volumi nelle facoltà di Economia di tutte le università cubane.
Il discorso del ministro dell’Educazione Superiore della Russia al congresso “Università 2010” e poi quello del Ministro degli Esteri all’apertura della Fiera del libro, hanno evidenziato il grande legame con Cuba non solo a livello commerciale, ma anche per quanto riguarda una interazione di carattere culturale. La nostra delegazione dunque non solo ha avuto la soddisfazione di poter firmare protocolli e accordi, ma ha partecipato ad un interscambio attivo, tra una riunione e un’altra con tanti paesi e realtà culturali diverse, sono stati infatti fittissimi gli incontri, con Ministri cubani, con rettori, con capi di dipartimento,del Venezuela, della Bolivia, del Nicaragua, di vari paesi dell’America Latina.

Credo di poter parlare di una continuazione del lavoro già svolto nei mesi scorsi, come la firma di dicembre scorso di accordi bilaterali e di protocolli esecutivi in un mio viaggio in Bolivia; ho infatti il piacere di promuovere e di svolgere un lavoro di coordinamento culturale in particolare con i paesi dell’Alba. Credo che Cuba, il Venezuela, la Bolivia,come molti altri paesi dell’America Latina rappresentino un nuovo orizzonte, non soltanto sul piano politico, sociale ed economico, ma un nuovo orizzonte accademico,scientifico e culturale e per questo mi impegno molto in questa attività e devo ringraziare la mia istituzione e tutta la delegazione per il lavoro svolto.

Dopo il congresso una parte della delegazione ha continuato il lavoro accademico e scientifico-culturale per impostare nuove linee di ricerca e a questo scopo ci siamo recati, oltre appunto a L’Avana, all’università di Pinar del Rio e poi all’Università di Santiago, dove abbiamo incontrato Rettori ,Direttori di dipartimento e Presidi di facoltà con i quali si sono lanciati una serie di programmi di ricerca, di interscambio culturale e di costruzione ,già a  partire dal 2010, di nuove linee di ricerca  da pubblicare in alcuni libri e quaderni scientifici già programmati.

Credo di poter dire che per la delegazione italiana è stato un periodo di intenso lavoro ma anche di importanti interscambi che spero pongano le basi per un’ulteriore espansione del ruolo dell’università pubblica italiana, del ruolo de La Sapienza come promotrice della ricerca pubblica e della difesa e sempre più ampia e articolata diffusione del sapere e di una scienza pubblica e con un’etica pubblica, nell’ottica di una cultura di fratellanza e di progresso dei popoli ,fondamentale per un cambiamento radicale davanti ad una crisi globale che oltre ad essere economica, ambientale, energetica è sempre più crisi dei valori, crisi etica.