Roma.
Niente affatto rassegnati ma indignati
di Sergio Cararo
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E’ iniziato ieri l’assedio di Montecitorio. I precari
raccontano in piazza le loro storie ma c’è voglia di
lottare e di non subire più le offese di una classe politica
fondata sui Brunetta.
E cominciata ieri con una assemblea in piazza la
protesta sotto Montecitorio convocata inizialmente dal Coordinamento
Precari della scuola ma estesasi con un tam tam sulla rete a "tutte
le reti e i movimenti di lavoratrici e lavoratori precari, ai disoccupati,
alle stagiste, ai lavoratori dello spettacolo". Dalle 18.00
alle 21.00 i precari ma anche attivisti sociali si sono alternati
al microfono per raccontare mille storie specifiche ma comuni di
precarietà nella scuola, nella pubblica amministrazione,
nello spettacolo, all’Alitalia o nelle mille società
esternalizzate. Ma l’aria non è affatto quella del
racconto, cresce infatti la rabbia e la consapevolezza che la situazione
non è più sopportabile né è scritto
che sia immutabile. Molti interventi si sentono incoraggiati dal
risultato del referendum sull’acqua pubblica e non solo come
indicatore di partecipazione popolare che può cambiare le
cose ma anche come “accompagnamento all’uscita”
della classe politica. E qui i discorsi non fanno più riferimento
solo a Berlusconi e al suo governo ma anche al Pd e alle sue scelte
politiche come quelle che vengono emergendo dalla conferenza del
lavoro a Genova o sulle privatizzazioni passate e future, che hanno
trovato nel Pd e nei governi di centro-sinistra furori privatizzatori
ben superiori a quelli del centro-destra. Lo dice esplicitamente
Giulia dei punti San Precario, lo evoca Paolo Di Vetta dei Blocchi
Precari Metropolitani che ha annunciato una grande mobilitazione
in questa piazza – Montecitorio – ma anche in tutte
le piazze per mercoledì 22 giugno quando il governo chiederà
la fiducia alla camera. E' forte la consapevolezza della contraddizione
tra beni comuni e priorità economiche del governo. Lo richiama
una insegnante di storia e filosofia, precaria da 13 anni : "la
scuola come l'acqua o la sanità sono beni comuni intangibili"
ha affermato. Un ricercatore precario precisa: "sono un ricercatore
innanzitutto perchè precario mi ci hanno reso quelli qua
dietro" dice riferendosi al Parlamento. Una giovanissima ragazza
spagnola è intervenuta per spiegare come è nato il
movimento degli Indignados e l’importanza del fatto che prima
i giovani si radunavano solo per bere ma adesso si radunano per
fare qualcosa di ben diverso. Gli indignati italiani hanno anche
annunciato che si sposteranno da piazza san Giovanni, dove stazionano
da alcuni giorni, a piazza Montecitorio per unificare le piazze
e le mobilitazioni.In un comunicato si spiega: "Non c'è
più tempo per aspettare, per sopportare insulti e deliranti
dichiarazioni ministeriali, non é più il tempo di
tollerare l'inadeguatezza di una classe politica che si attorciglia
sui processi, sulla corruzione e sugli scandali, che ogni giorno
aggiunge squallore alle sue miserie. E' il tempo del risveglio di
questo paese e della riscossa".
Martedì 21 inizierà un presidio permanente
che resterà anche la notte e mercoledi 22 giugno c’è
l’appello a venire tutti in piazza Montecitorio appena possibile
per rendere visibile l’indignazione popolare contro il governo
ma soprattutto contro le politiche antisociali perseguite da una
intera classe politica, di centro-destra e di centro-sinistra.
(Giugno 2011)
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