La crisi in Portogallo
di
Bruno Nedi
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Gli effetti della crisi che sta investendo il Portogallo, ha
creato un meccanismo speculativo che si sta riversando in queste
ore pesantemente sull’ Italia e affonda l’indice di
Piazza Affari.
In Portogallo si è insediato un governo, sostenuto da
una maggioranza parlamentare composta da PSD e CDS di centro-destra,
ha prestato giuramento e ha presentato il suo programma di governo
nell’ Assemblea della Repubblica. Il collasso del precedente
governo socialista causato dalla crisi economica in atto, ha costretto
le autorità portoghesi a richiedere un prestito di 78 miliardi,
imitando il caso di Grecia ed Irlanda, altri Paesi che hanno adottato
l’euro e che attualmente sono in gravi situazioni di crisi
finanziaria. Le politiche dell’attuale governo di centro-destra
portoghese non sono dissimili dal precedente, incapaci di offrire
un punto di vista indipendente dai dettami della UE. Gli effetti
della crisi che sta investendo il Portogallo, ha creato un meccanismo
speculativo che si sta riversando in queste ore pesantemente sull’
Italia e affonda l’indice di Piazza Affari. Il giudizio
di Moody’s sulle obbligazioni portoghesi, il cui rating
è stato declassato al grado di junk, ha
trascinato Milano verso il peggior risultato fra i principali
mercati europei.
In Portogallo pur sviluppandosi un movimento di protesta, dal
fronte sindacale a quello degli indignados portoghesi (manganellati
prima delle elezioni), il risultato per la sinistra portoghese
è stato deludente sul piano elettorale, con una relativa
tenuta del Partito Comunista Portoghese all’8% e un crollo
verticale della Sinistra alternativa che ha dimezzato i voti ed
è arrivata al 5%. Tuttavia al di la dell’esito elettorale,
si stanno mettendo in moto nuove dinamiche sociali e organizzative
importanti, e al tempo stesso vi è una ripresa e nuova
agibilità politica di una sinistra rivoluzionaria portoghese.
Pubblichiamo parti di un documento uscito su Lota Popular, organo
del PCPT (Partito Comunista Portoghese dei lavoratori), in questi
ultimi anni cresciuto, come influenza e capacità organizzative,
dentro gli attuali processi di crisi che attraversano il Portogallo.
“Domande al nuovo governo portoghese?
1.Sanno che un lavoratore portoghese medio guadagna circa la
metà di un dipendente nell'area dell'euro?
2.Sanno che i manager di grandi aziende pubbliche e pubblico
/ privato (e che sono di PS o PSD[centro-sinistra e centro-destra
ndt]), il 32% guadagna più degli americani, più
del 22,5% dei francesi, più di il 55% dei finlandesi e
oltre 56,5% degli svedesi? Tutte, naturalmente, economie più
deboli della nostra?
3.Sanno che il debito pubblico portoghese (stima per il 2011)
corrisponde al 97,3% del PIL è inferiore rispetto a paesi
come l'Irlanda (107%), Grecia (150,2%), Belgio (120,2 %), e che
anche quelli di Francia e Germania, sono, rispettivamente, del
86,8% e 75,9%?
4.Sanno che la causa del debito privato, vede tra i grandi colpevoli
le banche e le immobiliari, corrispondente al 220% del PIL?!
E soprattutto questo debito privato (banche e immobiliari), che
è stato favorito dal FMI / EFSF / BCE, si vuole salvare
"negoziando" (leggi imporre) con misure che sono favorevoli
a "salvare" gli stessi soggetti che lo hanno provocato,
con la stessa formula di sempre (cercare i casi di Argentina,
Ecuador, Grecia e Irlanda e ora del Portogallo), cioè,
a scapito di più fame e più miseria, più
disoccupazione e precarietà, più in recessione,
tagli salariali, drastica riduzione delle prestazioni sociali
e maggiore perdita di sovranità nazionale!
E’ questo debito che PS, PSD e CDS, che sono soggetti ai
dettami delle formule del FMI / EFSF / BCE vogliono che paghiamo.
Questi sono fatti, una dichiarazione di guerra contro il popolo
lavoratore. Qualsiasi economista o un qualsiasi cittadino razionale
e consapevole, sa che a pagare gli interessi stimati nell'ordine
del 5,5% al 6% (nei tassi di interesse di mercato secondario già
all'ordine del 15%), avrebbe costretto l'economia a crescere e
il PIL a salire di un importo pari. Ma era il governo che, durante
la presentazione del suo programma, la voce del nuovo ministro
delle Finanze, ha dichiarato, a voce alta, che si aspettava l'economia
portoghese in fase recessiva, e per un lungo periodo di tempo
.
È conseguenza della politica neoliberale che la Commissione
europea e l'imperialismo tedesco ha imposto negli accordi distruggendo
l’economia Portoghese, politica sostenuta da PS o PSD, segno,
che hanno svenduto il nostro sistema di produzione, dall'agricoltura
alla pesca, le industrie marine, l'industria siderurgica, ingegneria
/ metallurgia, miniere, ecc. Siamo ricorsi a prestiti continui
dopo aver azzerato il nostro sistema economico, importiamo oltre
l'80% di ciò che consumiamo.
I principali partiti di centro-sinistra e centro-destra hanno
le mani legate essendosi consegnati ai dettami della UE, le privatizzazioni
continueranno, tra cui le imprese e le industrie di importanza
strategica per garantire l'indipendenza nazionale di ogni paese
- rete idrica, Galp, TAP, ANA, ecc.
Ecco perché il Pcpt ritiene che, oltre a non pagare il
debito, dobbiamo lottare per la costituzione di un governo democratico
patriotico che, sulla base di principi democratici e sociali,
riunisce il maggior numero possibile di partiti, personalità
e movimenti democratici e di sinistra per soddisfare un programma
immediato di restauro della nostra produzione, lotta contro la
disoccupazione e la povertà, la lotta per la nostra sovranità
e l'indipendenza nazionale”
Le parole d’ordine fuori dalla UE, non pagare il debito
pubblico e indipendenza diventano oggi un programma che accomuna
quelle forze politico- sociali, dalla Spagna alla Grecia, dal
Portogallo all’Irlanda, che non vogliano non pagare la crisi
ed organizzare il conflitto per un Europa e un mediterraneo unito
nelle lotte ma fuori dalla UE.
Luglio 2011