La dura esistenza dei “maiali”
di
Stefano Porcari
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Portogallo di nuovo sotto tiro dei killer di Moody's. La situazione
economica dei cosiddetti paesi Piigs torna a essere il target
delle incursioni speculative istigate dalle agenzie di rating.
Tutte in negativo oggi le borse europee. E Berlusconi scherza
con il fuoco.
I rendimenti dei titoli del debito pubblico portoghese sono saliti
vertigionosamenye dopo che ieri l'agenzia Moody's ha portato a
livello spazzatura il rating di Lisbona, sugli stessi livelli
di quello greco. Da segnalare infatti ci sono anche i nuovi timori
sulla Grecia e in particolare sulla possibilità che il
salvataggio del paese sarebbe a rischio, secondo quanto scrive
oggi – e con sorprendente sincronia con Moddy's –
il Wall Street Journal. Le borse europee stamattina stanno andando
tutte in negativo,
ampliando le perdite. Francoforte cede lo 0,23%, Londra arretra
dello 0,46%, Parigi scende dello 0,63% e Madrid fa -1,77%. Ma
la maglia nera oggi va a Milano, con il Ftse Mib che rompe al
ribasso la soglia di 20.000 punti e arretra del 2,10% circa.
I rendimenti sui titoli di stato portoghesi a due anni avanzano
di 121 punti base al 14,60% e quelli sui decennali crescono di
50 punti base al 12,68% . Il premio di rischio da pagare in confronto
al titolo decennale tedesco e' balzato a 865 punti base da 801.
Ieri l'agenzia Moody's ha ridotto di quattro tacche il giudizio
sul debito portoghese, passato a Ba2 da Baa1 con un outlook negativo.
Due mesi fa Lisbona era stata costretta ad accettare un pacchetto
di finanziasmenti da 78 miliardi di euro e ieri ha messo 1 miliardo
di titoli di stato all'asta.
“La decisione potrebbe compromettere ulteriormente i rapporti
tra i paesi indebitati dell'area periferica europea e le autorita'
politiche dell'Ue, che stanno provando in tutti i modi di far
si che il loro piano messo in atto per salvare la Grecia, che
prevede anche il coinvolgimento degli investitori privati, vada
in porto e riesca a scongiurare un default di Atene” scrive
oggi Wall Strett Journal Italia, secondo il quale “Moody’s
ha spiegato che il caso greco crea un precedente. Ovvero che proprio
il piano di aiuti alla Grecia rende piu' probabile che l'Ue finisca
per chiedere ai creditori di contribuire al programma di salvataggio
del Portogallo”. Secondo l'agenzia di rating
Lisbona rimarra' esclusa dai mercati finanziari fino alla fine
del 2013 e con ogni probabilita' avra bisogno di un secondo piano
di finanziamento. Secondo quanto espresso in una nota di Unicredit
"l'agenzia ha semplicemente espresso quello che molti temono
da tempo, ovvero che un coinvolgimento del settore privato aumentera'
l'avversione al rischio nei mercati".
In un clima come questo, gli “scherzetti” come quelli
che Berlusconi – pro domo sua - voleva infilare nella manovra
economica imposta all'Italia dall'Unione Europea, conferma che
la situazione economica è sempre altamente vulnerabile
e che le paraculate del premier rischiano di essere più
devastanti delle devastazioni sociali che la manovra di Tremonti
e Bruxelles contiene già in sè.
Luglio 2011