"Possiamo fermarli! Noi non siamo in debito e non pagheremo!"
Manifestazione di massa del
PAME
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Dai sobborghi e i quartieri di Atene e del Pireo, operai, impiegati,
lavoratori autonomi, donne, pensionati, disoccupati e studenti
hanno invaso piazza Sintagma a migliaia. Manifestazioni simili
sono state organizzate in decine di città in tutta la Grecia.
Nella grande e animata manifestazione, la gente comune ha proclamarono
la sua chiara e inamovibile decisione: "Noi non siamo in
debito - Noi non pagheremo!". La manifestazione è
stata un inequivocabile messaggio di disobbedienza alle ingiunzioni
di pagamento dell'ufficio imposte, inviate in massa a ogni famiglia
della classe operaia e degli strati popolari, mentre ieri veniva
approvata in Parlamento una nuova imposta con cui il governo impone
a ogni proprietario di casa, anche delle più piccola unità
abitativa, di pagare un'addizionale permanente e costosa sulle
bollette dell'energia elettrica.
Se aggiungiamo a queste pesanti tasse il nuovo ciclo di misure
che prevedono altre imposte, un'ulteriore drammatica riduzione
dei salari e delle pensioni, il licenziamento di 30.000 dipendenti
del settore pubblico con la prospettiva di raggiungere in breve
tempo il taglio di 200.000 posti di lavoro, ecc…, le famiglie
della classe operaia e degli strati popolari sono destinate al
lastrico e alla miseria.
Il PAME, fronte dei sindacati di classe, ha organizzato in questo
periodo la raccolta delle cartelle esattoriali dei lavoratori
e dichiara che vi sarà un'astensione generalizzata dal
pagamento nonostante le gravi intimidazioni del governo di pignoramenti
e perfino la minaccia di detenzione. Tutto questo mentre al grande
capitale vengono concesse ulteriori esenzioni fiscali e nuovi
privilegi.
L'unica strada è il rifiuto organizzato a pagare. Il PAME
invita a nuove azioni contro le pesanti tasse il 28 settembre,
per dare conseguenza alla manifestazione di massa del 21 settembre
e in preparazione delle agitazioni del settore pubblico e delle
ex municipalizzate il 5 ottobre e dello sciopero generale nazionale
il 19 ottobre.
All'iniziativa del 21 era presente una folta delegazione del CC
del KKE, guidata dalla Segretaria del KKE, Aleka Papariga che
ha rilasciato ai media la seguente dichiarazione: "Non un
passo indietro. La larga maggioranza del popolo deve fare quello
che ha in mente di fare: rifiutare di pagare queste tasse, rifiutare
di farsi mettere spalle al muro. Dobbiamo rendere la loro vita
un inferno. Lo scontro è in atto e continuerà nel
prossimo futuro".
E' da rilevare che la mobilitazione del PAME ha adottato una risoluzione
di solidarietà con il popolo palestinese, unita alla richiesta
che la Palestina diventi uno stato membro delle Nazioni Unite,
nell'ambito dei suoi confini del 1967 e con Gerusalemme Est come
capitale.
(FONTE: www.resistenze.org )
Settembre 2011