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Un libro di Luciano Vasapollo
( con la collaborazione di Paolo Graziano e Rita Martufi),
Jaca Book, 2011
Facendo la spola tra le due sponde dell’Oceano, attraverso
un volo ideale dagli Appennini alle Ande, raccontando storie
e pratiche secolari dei cafoni del Sud e degli indios boliviani,
emerge in queste pagine lo spaccato di un’educazione
e una pratica socio-politica di popoli capaci di un equilibrio
produttivo con la natura , di saggezza redistributiva nell’amministrazione
di ricchezze e risorse, portatrici di un’idea alternativa
di progresso che non si appiattisce sulla ricerca del profitto.
Le forme di organizzazione socio-politica basate su un
sistema di coesistenza tra natura e uomo, non sono state
liquidate perché incompatibili con il progresso o
la modernità, ma perché incompatibili con
la concentrazione dei beni in base alle leggi di mercato,
che ancora oggi continuano a distruggere l’educazione
e il mondo socio-economico contadino, i popoli indigeni,naturali
e primitivi, la loro cultura, il loro socialismo comunitario,
la Madre Terra con il paradigma del Vivir Bien.
S’intende che la categoria del “sud”,
in questo libro, non riguarda solo una collocazione geografica,
e nemmeno una ormai tradizionale categoria socio-economica,
che identifica i paesi sottosviluppati con il «sud
del mondo».
Ma non è un libro nostalgico, bensì una proposta
educativa oltre che sociale e politica: dietro la rappresentazione
di quello che abbiamo perduto nella larga mareggiata capitalista,
c’è la consapevolezza di ciò che è
sopravvissuto. E di ciò che può – e
deve – essere riconquistato alla civiltà dei
popoli che percorrono il cammino per il Socialismo nel XXI
secolo.
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