Quello
che Emma e Susanna non dicono...
NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELLA DEMOCRAZIA SINDACALE
Forum Diritti/Lavoro
|
La funzione storicamente svolta dal sindacato di rappresentanza
collettiva tende da oltre due decenni a ridursi a favore di quelle
di regolazione normativa e di erogazione di servizi, dove il sindacato
"riconosciuto" non ha bisogno di alcuna legittimazione
consensuale ma solo di una legittimazione politica, per lo più
autoreferenziale.
La peculiarità del caso italiano è che più
il sindacato diventa potere pubblico e si istituzionalizza, rendendo
così inadeguati gli schemi della rappresentanza democratica
pensati per la funzione di rappresentanza negoziale, più
si afferma la tendenza non a sostituire e attualizzare tali schemi
ma semplicemente a disfarsene.
Dopo il possibile accordo "unitario" di domani potranno
votare i lavoratori per scegliere i propri rappresentanti prima
e per validare democraticamente il loro operato dopo? Con l'accordo
cosa ne sarà del contratto collettivo nazionale? Sarà
ancora praticabile il conflitto collettivo e individuale?
Non lo sappiamo, questo è il punto!
E non lo sa nessuno se non quattro persone quattro (i segretari
di Cgil Cisl e Uil e la presidente di Confindustria) che domani
decideranno!
Una decisione giusta sul più comune dei beni, la democrazia,
non può che essere presa dopo aver dato la parola a tutti
e in forza delle risposte di tutti. Non conosciamo il contenuto
dell'accordo, e proprio per questo è il peggiore degli
accordi possibili.
E' necessario che ci si fermi e si porti nel paese il tema fondamentale
del diritto dei lavoratori alla rappresentanza, non si provi a
cambiare il vento dando ristoro all'epocale fallimento della strategia
berlusconiana, non si privatizzi la democrazia.
Il Forum diritti/lavoro si fa promotore ed invita tutte le organizzazioni,
gli studiosi e i militanti che in Italia si battono per una democrazia
reale ora a costituire un osservatorio permanente sulla democrazia
sindacale che consenta a tutte e tutti di sapere e di parlare,
di ascoltare, di scegliere e di cambiare.
giugno 2011