Ordine del Giorno dell'Esecutivo Nazionale Confederale USB
13/07/2011

L’esecutivo nazionale della Confederazione USB riunitosi il 12.07.2011 ha avviato una riflessione sulla nuova situazione di carattere politico economico che lascia intravedere la ricostruzione di una nuova stagione di larghe intese.
In nome della necessità di risanare le finanze pubbliche assistiamo ad un riposizionamento delle forze di opposizione parlamentare e di tutti i sindacati concertativi che - invece di pretendere che il costo della crisi venga fatto pagare a coloro che in tutti questi anni hanno visto accrescere la loro ricchezza - obbedendo al dictat dell’Unione europea, fatto proprio dal presidente Napolitano, dei mercati e della Confindustria, si sono affrettati a convergere sull’impostazione della pluriennale manovra finanziaria del governo Berlusconi.
Una manovra pesantissima, stimata in 70 miliardi di Euro, che saranno pagati interamente dalle classi meno abbienti:
La riduzione delle risorse economiche destinate agli enti locali determinerà centinaia di migliaia di licenziamenti per il taglio dei servizi sociali, che si aggiunge ai già previsti tagli alla pubblica amministrazione e ai dipendenti pubblici, alla scuola, alla ricerca, alle pensioni.
Come in un film già visto assistiamo alla firma di un accordo tra confindustria e CGIL CISL UIL che ingabbia i lavoratori, ne nega il legittimo desiderio di decidere e votare sugli accordi, ad una rappresentanza sindacale libera e non subordinata al volere padronale o delle burocrazie sindacali, insomma un nuovo patto sociale che vorrebbe impedire l’esplosione del conflitto a fronte di una manovra economica che colpirà soprattutto i lavoratori i precari ed i pensionati.
A questo nuovo e scellerato patto sociale si accompagna la scelta delle opposizioni parlamentari che invece di rispedire a Berlusconi e Tremonti la manovra economica decidono in nome dell’emergenza nazionale di limitarsi a proporre interventi marginali che non mutano l’impianto antipopolare.
L’esecutivo nazionale - nel sottolineare come queste posizioni confliggano con la voglia di protagonismo che invece si è affermata nelle lotte di questi mesi, negli scioperi e nelle manifestazioni, nelle rivolte popolari, ultima delle quali la Val di Susa, od anche nella partecipazione massiccia ai referendum - ritiene necessario proseguire nelle mobilitazioni mirate a ribaltare l’impianto della manovra economica affinché essa ricada sulle robuste spalle dei capitalisti nostrani e degli speculatori internazionali che lucrano sulla pelle della popolazione, su coloro i quali si sono arricchiti grazie all’evasione ed elusione fiscale, alla detassazione dei grandi patrimoni e alla tassazione
agevolata delle transazioni finanziarie.
Allo stesso tempo ritiene necessario incentivare le iniziative mirate a sconfiggere il patto sociale tra CGIL CISL UIL CONFINDUSTRIA, benedetto dal ministro Sacconi in quanto prosecuzione dell’opera di destrutturazione del mercato del lavoro e dei diritti dei lavoratori che lo vede impegnato da anni in prima persona, come promotore di accordi infami come la Legge 30 o il Collegato Lavoro ad esempio.
A tal riguardo e con queste finalità l’USB invita i lavoratori del pubblico impiego ad aderire allo sciopero di due ore proclamato per il giorno 15 luglio ed a partecipare ai presidi e manifestazioni organizzati a livello locale.
Analoghe iniziative e proclamazioni di sciopero sono peraltro annunciate in varie aziende del settore privato.
L’USB nella convinzione che sia assolutamente necessario trovare forme di discussione e di iniziativa insieme a tutto il sindacalismo conflittuale ed ai movimenti sociali che in questi mesi hanno lottato e continuano a lottare contro le politiche liberiste e securitarie, ritiene positivo l’appello lanciato da “Roma Bene Comune” per una riunione nazionale da tenersi il 10 Settembre con l’intento di costruire un percorso di iniziative e di lotta contro il nuovo patto sociale e la manovra economica da 70 miliardi di euro.
L’esecutivo nazionale dell’USB, ritiene che da questa iniziativa possa nascere un percorso certo ed unitario di lotta, fino ad arrivare alla sua logica conclusione ovvero la proclamazione dello sciopero generale che a partire dallo sciopero precario e metropolitano dovrà generalizzarsi in ogni luogo di lavoro.

Luglio 2011