1° luglio 2011
Prima giornata di forte protesta contro manovra e accordo
Leonardi, (USB) una manovra di tale portata deve essere
discussa con chi rappresenta i lavoratori
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Una prima giornata di forte protesta ha dato oggi il via alla
lotta contro la manovra e l'accordo "porcellum", lotta
che proseguirà nei prossimi giorni in vista della mobilitazione
nazionale del prossimo 15 luglio, in cui allo sciopero generale
del Pubblico Impiego proclamato da USB si unirà la mobilitazione
dei lavoratori di ogni settore, stabili e precari, e dei movimenti
sociali. Dal Piemonte alla Calabria, dall'Emilia Romagna alla
Campania, dalla Lombardia al Lazio, i lavoratori hanno manifestato
dando vita a presidi, volantinaggi e cortei, salendo sui monumenti
(come la Torre di palazzo Madama a Torino), bloccando la circolazione,
esponendo striscioni, presidiando le sedi di Confindustria e le
Prefetture, incontrando gli stessi Prefetti, a cui sono state
consegnate note di protesta (a Bologna e Napoli); ma anche
occupando luoghi simbolici della città, come la scalinata
di Trinità dei Monti a Roma, dove è stato esposto
un grande striscione con su scritto "LADRI DI FUTURO. LADRI
DI DEMOCRAZIA. NO ALLA MANOVRA. NO ALL'ACCORDO.".
La manifestazione romana, dopo aver bloccato il traffico in via
del Corso, ha raggiunto prima Palazzo Chigi e poi, dopo il rifiuto
di un incontro da parte della Presidenza del Consiglio, si è
spostata davanti Palazzo Grazioli, dove è stata fermata
dalle forze dell'ordine. "Palazzo Chigi ha respinto la nostra
richiesta di incontro con la ridicola motivazione di non disporre
del testo della manovra", riferisce Pierpaolo Leonardi, dell'Esecutivo
Confederale USB. "Noi insistiamo nel chiedere alla Presidenza
del Consiglio di incontrarci, perché non è possibile
che manovre di questo tenore e portata vengano costruite senza
confronto con chi davvero rappresenta i lavoratori, i precari,
i disoccupati, i pensionati, tutti coloro che da sempre hanno
pagato le tasse fino all'ultima lira e che non vogliono più
accollarsi tutti i costi della crisi".
Ammonisce il dirigente USB: "Non pensi il Governo di utilizzare
l'infame accordo sottoscritto da Confindustria e Cgil Cisl Uil
Ugl per impedire la reazione nei luoghi di lavoro, che non potrà
non essere proporzionata alla durezza della manovra stessa",
conclude Leonardi.
Luglio 2011