Una
alleanza “di base” dei paesi Piigs
Intervista
a P.Leonardi (Usb)
di Sergio Cararo
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Scioperi generali in Grecia e Portogallo, assemblee preparatorie
in Italia, movimenti in Spagna. Intervista a Pierpaolo Leonardi
(Usb) di ritorno dalla Grecia. Nei paesi che gli oligarchi della
Bce e dell’UE chiamano con disprezzo “Piigs”
le forze di classe resistono e cominciano a coordinarsi. Riunione
il 15 dicembre ad Atene per discutere delle lotte e dell’organizzazione
comune nei Piigs.
Giovedì in Grecia c’è stato il settimo sciopero
generale di quest’anno. Lavoratori, disoccupati, precari,
studenti, artigiani e giornalisti, continuano a resistere e ad
opporsi alle sanguinose ricette della Trojka (Fmi, Bce, Ue) che
stanno devastando socialmente il paese. A margine dell’assemblea
nazionale dei sindacati di base in corso a Roma ci siamo fatti
raccontare direttamente come sono andate le cose dal coordinatore
nazionale della Usb, Piepaolo Leonardi che era ad Atene durante
lo sciopero e la manifestazione del Pame. E’ intervenuto
al comizio in piazza Omonia e poi all’assemblea con gli
operai siderurgici della Greek Steelaworks che occupano la loro
fabbrica da quasi quaranta giorni. Leonardi ci racconta il conflitto
di classe in Grecia dove tornerà nuovamente tra poco più
di dieci giorni per la riunione dei sindacati dei paesi Piigs,
i dannati del debito e dei diktat della Bce.
Come è stato lo sciopero generale del 1 dicembre
in Grecia? C’è stanchezza oppure i lavoratori non
danno segno di voler cedere ai diktat della Trojka e del governo
fantoccio imposto dalla Bce?
Quello di giovedì è stato il settimo sciopero generale
dall’inizio dell’anno oltre agli scioperi settoriali,
ad esempio nei trasporti, nell’informazione etc.. Mercoledì
i compagni del Pame erano preoccupati per la riuscita. Il rischio
che la gente si rassegni esiste. Ma i dati e la partecipazione
allo sciopero del 1 dicembre sono andati ben oltre le aspettative
e indicano che i lavoratori greci non intendono affatto capitolare.
La manifestazione di Atene era enorme e dovete tenere conto che
contemporaneamente ce n’erano altre due: una al Pireo e
una a Salonicco. Tra l’altro la manifestazione del Pame
aveva una partecipazione quasi del doppio rispetto a quella dei
sindacati ufficiali (Adedy e Gsee). La manifestazione era aperta
dagli operai siderurgici che stanno occupando la loro fabbrica
da più di un mese, ma c’erano anche una marea di
studenti, di giovani e di precari.
Come mai eri in Grecia?
A parte che oggi un po’ tutti dovrebbero andare a confrontarsi
con il conflitto di classe che si sta dando concremanete in Grecia.
Ero ad Atene perché stiamo consolidando la collaborazione
con il Pame ed eravamo lì a portare la nostra concreta
solidarietà. L’Usb era l’unico sindacato straniero
presente e siamo intervenuti al comizio in piazza Omonia e, pur
avendone viste tante, la manifestazione vista da quel palco era
impressionante. Dopo siamo andati a incontrare e a fare un intervento
dagli operai della Greek Steelworks, un grande impianto siderurgico
che gli operai occupano da quasi quaranta giorni. Per molti aspetti
sembrava di essere all’Italsider di Bagnoli nel 1984 o alla
Forges de Clabeq negli anni Novanta. La siderurgia è un
settore dove la ristrutturazione padronale – molto spesso
imposta proprio dalle quote dell’Unione Europea –
ha distrutto decine di migliaia di posti di lavoro, macchinari,
investimenti, sapere operaio. In Grecia sta accadendo lo stesso.
Mi dicevi però che devi tornare presto ad Atene…
Si perché il prossimo 15 dicembre ci sarà una riunione
di estrema importanza. Praticamente i sindacati conflittuali dei
paesi Piigs – dalla Cgtp portoghese al pame, dal Lab alla
Usb – avranno un incontro di lavoro per coordinare le azioni
sindacali e di lotta nei paesi europei più colpiti dai
diktat della Bce e dal ricatto del debito. In cantiere ci sono
almeno due momenti di lotta che saranno coordinati nei vari: la
giornata europea di mobilitazione dei lavoratori del Pubblico
impiego il 23 febbraio che avevamo già convocato nella
conferenza della Federazione Sindacale Mondiale tenutasi a Roma
poco tempo fa, e una giornata di mobilitazione europea dei lavoratori
dei trasporti per il 28 marzo. Sono passi in avanti enormi sul
piano del coordinamento delle forze che comincia a dare la dimensione
giusta alle mobilitazioni, anche sul piano sindacale.
Dicembre 2011