I
sindacati conflittuali respingono al mittente la lettera
della Bce
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Tommaselli (Usb) e Cremaschi (rete 28 aprile) invitano ad opporsi
apertamente ai diktat della Bce e chi li ritiene “un ottimo
programma per il prossimo governo”. Domani l'assemblea nazionale
al Teatro Ambra Jovinelli per opporsi frontalmente alla Bce e
al governo unico delle banche.
“La lettera firmata da Jean-Claude Trichet e Mario Draghi
che la Banca Centrale Europea inviò al Governo italiano
il 5 agosto scorso, pubblicata dal Corriere della Sera, dimostra
quanto le manovre economiche di Berlusconi e Tremonti siano state
letteralmente dettate dal potere finanziario europeo”, commenta
Fabrizio Tomaselli, dell’Esecutivo Nazionale USB. “Una
ingerenza senza precedenti, una imposizione pesantissima che riguarda
i contenuti, il metodo ed i tempi di attuazione e che prescrive
addirittura la modifica della stessa Costituzione italiana”.
“Il capitolo del lavoro – denuncia il dirigente USB
- è talmente particolareggiato da rappresentare un vero
e proprio elenco dei desideri di Confindustria. In gran parte
questi sono già realizzati attraverso l'ormai famigerato
art.8, che esalta proprio quell'accordo del 28 giugno la cui ratifica
è stata recentemente sottoscritta da Confindustria, Cisl
e Uil e dalla Cgil, la quale ha così smentito la sua stessa
partecipazione allo sciopero del
6 settembre”
Prosegue Tomaselli: “Altri aspetti, che non sono stati
immediatamente recepiti dal governo Berlusconi, sono in discussione
da mesi negli ambienti governativi, politici ed economici, dalle
pensioni ai licenziamenti. A ciò si aggiunge la riforma
che dovrebbe essere approvata dall'Ecofin il 4 ottobre e che impone
all'Italia di ridurre ogni anno del 5% la parte del debito eccedente
il 60% del Pil. Ciò si tradurrebbe in una tassa sugli italiani
di 50 miliardi l'anno, che andrebbero ad aggiungersi agli 80 miliardi
di interessi da pagare ed alle certe misure restrittive che, in
un periodo di crisi, accompagneranno ogni legge finanziaria annuale”.
“Tutto ciò è assurdo – incalza il dirigente
USB - anche dal punto di vista strettamente economico, e rende
ancor più credibile e necessaria l'esigenza di non pagare
il debito e di prevedere misure di modifica
sistemica che colpiscano non soltanto i grandi patrimoni, ma i
meccanismi finanziari che hanno determinato la crisi attuale,
anche attraverso la nazionalizzazione delle banche e delle attività
economiche strategiche per il paese”.
Conclude Tomaselli: Per questi motivi è indispensabile
dare seguito alle mobilitazioni sindacali messe in campo in questi
mesi da USB, che hanno visto la forte partecipazione allo sciopero
del 6 settembre e che attraverseranno tutte le iniziative che
si moltiplicheranno in questi giorni, compresa quella del 1°
ottobre a Roma contro il pagamento del debito, e sino alla grande
manifestazione nazionale del 15 ottobre”.
Di “aggressione reazionaria alla Costituzione italiana”
parla invece una nota diffusa da Giorgio Cremaschi della Rete
28 aprile. “Finalmente conosciamo il testo integrale della
lettera Bce, pubblicata sul Corriere della Sera. E' chiaro da
questa lettera che la Banca Europea aggredisce la Costituzione
italiana, i diritti sociali, i diritti del lavoro” afferma
Cremaschi. Le misure decise dal governo Berlusconi, come temevamo,
avvengono sotto dettatura della Banca, e non sono ancora sufficienti
perché nel testo della lettera ci sono ancora altre iniquità
terribili ancora non realizzate. Lo stesso famigerato articolo
8 della manovra, che autorizza la libertà di licenziamento,
è
chiaramente ispirato dalla lettera della Banca Europea.
“I movimenti di lotta e per la democrazia nel nostro paese
hanno quindi oggi due avversari chiarissimi. Il governo Berlusconi
e i banchieri reazionari d'Europa, che guidano un attacco senza
precedenti ai diritti del lavoro e alle principali conquiste sociali
e civili del Continente. Per questo ci troviamo il 1° ottobre
a Roma, per lanciare anche in Italia una campagna contro la schiavitù
del debito, la schiavitù della Banca Europea, per dire
no a quest'Europa delle banche che sta distruggendo la nostra
democrazia” conclude Cremaschi invitando alla partecipazione
dell'assemblea di domani al teatro Ambra Jovinelli di Roma. Una
assemblea convocata dall'appello “Dobbiamo Fermarli”
e che ha raccolto più di 1.500 adesioni tra delegati sindacali,
attivisti dei movimenti sociali, militanti della sinistra e personalità.
Settembre 2011