Calabria tra costruzione di discariche e distruzione del territorio

L’apertura della discarica di Scala Coeli (CS) , una struttura di cui non se ne sente assolutamente il bisogno, tra sospensione dei lavori e sospensioni di ordinanze a tutela del territorio, così come ogni altra discarica, rappresenta la NON SOLUZIONE al problema rifiuti, mentre, certamente, rappresenta una risorsa economica per la Bieco, impresa autorizzata a realizzarla in barba alla tutela della bio agricoltura, delle colture pregiati e del paesaggio.

L’USB ritiene che non si tratti di un problema tecnico – giuridico – amministrativo, bensì di una volontà ben precisa delle istituzioni che considerano una pattumiera la regione nel suo complesso, permettendo, con una sorta di commistioni e di cointeressi speculativi che niente hanno a che vedere con gli interessi dei cittadini, continui disastri ecologici come la trasformazione delle centrali elettriche in impianti a carbone, la Marlane che continua a provocare morti, i rifiuti tossici abbandonati in mare, ecc.
Ben altro servirebbe per valorizzare l’ambiente e il territorio; in un territorio martoriato per il totale disinteresse di chi dovrebbe: tutelare il diritto alla salute dei cittadini mentre si chiudono decine di strutture ospedaliere, recuperare il territorio devastato da decenni di speculazioni edilizie, ripristinare il dissesto idrogeologico e la deturpazione di buona parte degli oltre ottocento chilometri di costa, ecc.- Operando in questa direzione si potrebbero creare migliaia di posti di lavoro in una Calabria dove il 50 % dei giovani non trova lavoro, dove esiste una disoccupazione endemica, dove ci sono oltre cinquemila LSU-LPU e ATA (lavoratori sotto pagati e con pochi diritti) con una età media di cinquanta anni e dove buona parte di quei pochi occupati nel lavoro privato sono sotto pagati, con lavoro a termine e ricattati.
Riteniamo centrale la tutela del territorio e dell’ambiente poiché strettamente collegata agli interessi e alle condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori e dei cittadini. La Calabria rappresenta il fanalino di coda per quanto concerne la raccolta differenziata, infatti, incide per il 6 %, tranne qualche comune che ha percentuali elevate e riteniamo che il governo regionale debba avviare un progetto che coinvolga un numero consistente di cittadini nella raccolta differenziata porta a porta, cosa alquanto fattibile considerato che alcuni territori raggiungono risultati elevati, come Salerno dove la differenziata incide per il 72 % .
Il fatto che la differenziata rappresenta in Calabria il 6 % della gestione totale dei rifiuti determina una emergenza continua e devastante per la salute dei cittadini e per la distruzione del territorio. Riteniamo che la soluzione del problema rifiuti non debba consistere nell’ampliamento di discariche esistenti e nella costruzione di altre.
E’ necessario un progetto di riciclo totale dei rifiuti per arrivare alla definizione di un progetto a rifiuti zero, la qualcosa significa che tra riciclaggio, compostaggio, raccolta differenziata e altre modalità di gestione non inquinanti, come avviene in altre nazioni con il riuso delle bottiglie di vetro o di plastica, si elimina la fase di incenerimento che è la causa scatenante di malattie respiratorie e neoplasie varie. Un progetto che oltre a proteggere la salute dei cittadini, l’ambiente e il territorio può rappresentare una fonte di occupazione rilevante.
L’Unione Sindacale di Base è al fianco di tutte le realtà organizzate in Calabria che lottano per la difesa del territorio e dei diritti

Febbraio 2013