Ross@ su Accordo rappresentanza sindacale

 

L'intesa sottoscritta il 10 gennaio da Confindustria e CGIL CISL UIL in applicazione dell'accordo del 31 maggio viola la Costituzione e colpisce i diritti e le libertà dei lavoratori.

Nonostante la sentenza di luglio della Corte Costituzionale avesse chiaramente affermato che non si può legare il diritto alla rappresentanza alla firma degli accordi, l'accordo interconfederale vincola tutto alla sottoscrizione delle sue clausole. Clausole che autorizzano le deroghe ai contratti nazionali e le sanzioni ai sindacati ed ai delegati che intendessero opporsi ad esse.

Una commissione arbitrale dove la Confindustria ha il ruolo principale deciderà dei comportamenti sindacali difformi all'accordo e tutto il sistema contrattuale sarà, centralizzato, burocratizzato, autoritario. Il modello Fiat di Pomigliano esteso a tutto il mondo del lavoro.

Questo accordo fa parte di un quadro complessivo di limitazione degli spazi e delle libertà democratiche, assieme ai progetti di riforma elettorale ultra maggioritaria e ai vincoli e che vengono dal potere finanziario che comanda l'Europa e l'Italia.

Questo accordo risponde alle richieste della famigerata lettera della BCE, che chiedeva anche di colpire il contratto nazionale e di legare tutta la contrattazione al profitto aziendale. Per questo va combattuto assieme a tutta la controriforma sociale e politica di cui è parte.

Ross@ impegna tutti i suoi aderenti a contrastare questo accordo e a partecipare a tutte le iniziative e alla mobilitazione contro di esso.

La posizione rispetto a questo accordo diventa una discriminate nei rapporti tra le forze sociali e politiche, come lo sono il fiscal compact, le politiche di austerità, e tutte le controriforme in atto o progetto. La sinistra antagonista e anticapitalista si definisce anche con il no a questa intesa, così come il sistema di potere del partito democratico la sostiene.

Ross@ ritiene indispensabile che di fronte a questo negazione del diritto dei lavoratori a scegliere liberamente la propria rappresentanza nei luoghi di lavoro, tutto il sindacalismo conflittuale e di classe costruisca un fronte ed una battaglia comune: la libertà del mondo del lavoro dipende anche dal rovesciamento dell'accordo interconfederale sulla rappresentanza.


Gennaio 2014