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Perché è attuale il “Gran Debate” sulla transizione al socialismo
di
Luciano Vasapollo
Il breve saggio che pubblichiamo è già apparso sul sito di
"Contropiano". Sarà anche il saggio introduttivo del quaderno che l'Associazione sta curando, riprendendo i contenuti dei due convegni che si sono tenuti uno a Roma sulla "Crisi e le Alternative" e l'altro a Pisa sul concetto di "sviluppo delle Forze Produtive".
L’umanità ha visto iniziare il secolo XXI in un clima di offensiva ideologica da parte dei difensori dell'ordine internazionale vigente a partire da un discorso di brevissimo respiro: “la fine delle ideologie”, “la fine dei grandi movimenti sociali di lotta”, delle “grandi rivoluzioni”.
Un ampio dibattito si è aperto anche circa la validità delle idee del Che sul suo pensiero e sulla sua attualità per interpretare la società del modo capitalista di produzione e trasformarla radicalmente con tutto il sistema di relazioni economiche e politiche internazionali.
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REPORT DEL CONVEGNO
CRISI e ALTERNATIVE
I nodi della Transizione: Forze produttive, rapporti di produzione e scienza
Pisa – 13 giugno 2009
Nella giornata del 13 giugno si è svolto, a Pisa, organizzato dall’Associazione Marxista Politica e Classe, la seconda parte del Convegno “Crisi ed Alternative” dedicata al tema “I nodi della transizione: forze produttive, rapporti di produzione, scienza”.
Avevamo già segnalato, nel Documento di presentazione del Convegno, l’intenzione di volerci cimentare con alcuni snodi teorici che attengono al complesso tema della transizione dal capitalismo al socialismo. Abbiamo avviato un vero e proprio scandaglio delle inerenti dinamiche scientifiche, storiche e materiali che, a vario titolo, sono connesse a questa grande intrapresa collettiva e sociale lungo l’arco di oltre 150 anni. Un tema, non nuovo, ma espunto da tempo dall’agenda politica e culturale della sinistra e delle forze anticapitaliste.
Del resto per chi, come la nostra Associazione, ritiene l’orizzonte della radicale trasformazione della società, non una chimera ideale, ma un obiettivo ascritto dentro i compiti e l’azione della soggettività comunista, riprendere la discussione, il dibattito e il confronto su questi temi è una necessità non eludibile. Tutto ciò in una fase in cui, anche dentro il dibattito generale prevalgono approcci fondati sul piccolo cabotaggio, sulle elucubrazioni politiciste e sull’ossessiva attenzione al tema della governance.
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La crisi di Karl!
Lo spettro della bolla che si aggira per la realtà
Un mondo spiegato a partire dalla centralità del capitale finanziario che stringe nella sua morsa l'economia. È questa la lettura dominante della crisi, relegata a incidente di percorso del capitalismo. Spiegazione che può essere smontata a partire dagli scritti di Marx dedicati al tema e che sono stati raccolti in un volume da oggi in libreria di cui pubblichiamo brani dell'introduzione.
Vladimiro Giacchè
2 ottobre 2009
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CONVEGNO
CRISI SISTEMICA E USO DELLA FINANZA
UN NUOVO VECCHIO MODELLO CONTRO I LAVORATORI
L'11 febbraio 2009 si è tenuto presso il CNEL Roma, Viale Lubin 2 il convegno di presentazione del numero speciale della rivista PROTEO 3/08 del CESTES (Centro Studi Trasformazioni Economico Sociali) RdB-CUB dedicato alla crisi che sta attraversando il sistema di produzione capitalista e che ha prodotto l'attuale recessione mondiale e le inevitabili ricadute sul mondo del lavoro.
La rivista è in vendita nelle librerie. Pubblichiamo alcuni articoli correlati rinviando alla lettura della rivista il necessario approfondimento.
Il fantasma del“New Deal”
Alessandro Riccini
Armi e finanza contro il lavoro
Il modello neoliberista come tentativo di nascondere la crisi strutturale e di sistema
Luciano Vasapollo - Rita Martufi
Euro contro Dollaro. E oltre.
Vladimiro Giacché |
Crisi globale, fase II: Obama e la Cina
di Raffaele Sciortino
A Davos, sconsolata, la global élite ha dovuto prendere atto del fallimento dei primi due tentativi -il salvataggio settembrino delle banche e poi il piano Paulson- di bloccare o anche solo tamponare negli States la crisi che dall’autunno è anzi divenuta mondiale. Il denaro proveniente dalla prima metà del Tarp (350 miliardi) è servito alle banche a malapena a ripianare le perdite accumulate nei primi tre trimestri del 2008 che già si annunciano perdite per l'ultimo trimestre superiori alle attese. Il mare di liquidità iniettato, senza controlli, dall’amministrazione Bush non ha riattivato il circuito del credito che ha continuato a languire. E dopo i subprimes ecco all’orizzonte la bolla dei mutui “sicuri”, degli immobili commerciali, dei prestiti per auto e delle credit cards, dei prestiti agli studenti; senza contare che i governi statali già bussano a Washington. Insomma, un incubo per il neo-eletto presidente.
L’articolo si incentra sul quadro immediato e sul dibattito negli States in merito alle strategie di risposta alla crisi per poi rifare il punto sul rapporto Usa-Cina (vedi la prima puntata: La prima crisi veramente globale?) accennando di sfuggita alle questioni di fondo.
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L’autunno del capitale
di Maurizio Donato
Pubblichiamo alcuni stralci del saggio di Maurizio Donato sulla crisi. Il testo integrale è disponbile su www.contropiano.org .
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LA
CRISI STRUTTURALE E SISTEMICA E LA "CASSETTA DEGLI ATTREZZI"
DI MARX
di Luciano Vasapollo
Pubblichiamo i primi tre punti del contributo che amplia l'intervento
svolto dal prof. Luciano Vasapollo alla tavola rotonda "La
crisi economica nell'epoca della competizione globale"
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La crisi dei mutui-spazzatura: capolinea dell´economia occidentale?
(dal seminario del 13 marzo 2008 tenuto da Giorgio Gattei)
Questo documento vuole essere uno strumento di comprensione della crisi che sta investendo le borse a livello internazionale, nata dal crollo della bolla immobiliare negli USA.
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IL
CAPITALISMO “STRACCIONE” E L’IMPOSSIBILE MODERNIZZAZIONE
di
Antonio Carlo
1.
La modernizzazione impossibile: un’analisi fenomenologica.
– 2. La modernizzazione impossibile: le strozzature strutturali.
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L'Apocalisse
del Capitalismo
di Walden Bello
La
scalata esponenziale del prezzo del petrolio, la caduta a picco
del dollaro e il crollo dei mercati finanziari sono gli ingredienti
chiave di una situazione che supera di gran lunga la recessione
ordinaria. La caduta del dollaro e l’aumento del prezzo
del greggio ha caratterizzato l’economia mondiale già
da molto tempo, ma è stata la drammatica implosione dei
mercati finanziari a generare il panico tra l’alta finanza.
Alcuni attori chiave del mercato sembrano più rasseganti
che terrorizzati alla prospettiva di un'Apocalisse economica.
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