17 congresso dalla FSM:

una nuova idea di internazionalismo contro la barbarie dello sfruttamento

 


L’8 ottobre si è concluso a Durban in Sud Africa il 17 ° Congresso della Federazione Sindacale Mondiale, che ha visto la partecipazione di 111 delegazioni provenienti da tutto il mondo. E’ stato un congresso tutt’altro che formale, quello che nel 71° dalla sua fondazione, ha chiamato al confronto la più grande struttura internazionale che riunisce le organizzazioni sindacali che fondano la loro azione sulla conflittualità e sull’indipendenza della classe lavoratrice. Un peso e una responsabilità, ben sintetizzato dalla piattaforma d’azione 2016 -2020, che George Mavrikos, Segretario Generale uscente riconfermato con una maggioranza pressoché unanime, ha messo di fronte ai delegati con estrema chiarezza. Alle sollecitazioni del Segretario generale ha risposto un dibattito congressuale animato da 113 interventi, che pur partendo da culture e percorsi a volte diversi per storia e collocazione, ha tenuto insieme un punto di vista di classe, democratico e antimperialista. Il 17 ° Congresso della FSM ha ragionato e preso decisioni che puntano al rafforzamento organizzativo della FSM nei settori del lavoro pubblico e privato, nelle diverse aree continentali e nei rapporti con le istituzioni internazionali, quali l’ILO, la FAO, e l’OMS. A questo riguardo la direzione della FSM ha contrastato e respinto il tentativo di estromissione dall’ILO (International Labour Organization), un’operazione che aveva come scopo l’attacco al diritto di sciopero e di organizzazione sindacale. Un’iniziativa pericolosa se messa in relazione alla recrudescenza della repressione e della violenza nei confronti dei militanti sindacali.


La FSM sta crescendo, stando ai numeri, dall’ultimo Congresso di Atene c’è stata una crescita del 18% passando da 79 ai 92 milioni di oggi. L’obiettivo è di raggiungere e superare i 100 milioni di aderenti per il prossimo Congresso della FSM. Al tempo stesso crescono le adesioni di organizzazioni sindacali come quelle arrivate dagli USA, dalla Russia e dall’Angola a conferma del processo di stabilizzazione e di rilancio della FSM, che proprio per strutturare il lavoro di crescita nell’area, ha messo in agenda la costituzione di un ufficio euroasiatico.


Un rilancio che, ha ribadito Mavrikos, passa attraverso la funzione di emancipazione e di lotta che il sindacalismo di classe deve saper rappresentare, forte della superiorità morale rispetto al sindacalismo giallo della ITUC, l’ex Cisl Internazionale, che ha scelto la via della collaborazione con il capitale e per questo viene premiata dalle organizzazioni internazionali che le garantiscono ancora una sorta di monopolio della rappresentanza. Il migliore segnale in questo senso viene dalla combattività espressa dai sindacati di classe in relazione all’attacco al salario, ai diritti sindacali, alle privatizzazioni e allo sfruttamento, con i due scioperi generali in India che hanno portato oltre 150 milioni di lavoratori nelle piazze, con la resistenza dei lavoratori in Grecia, in Turchia, nei paesi dell’Africa e dell’America latina dove la politica neoliberale arma la destra reazionaria. Così lo sciopero generale del 21 ottobre prossimo, proclamato dall’USB insieme ad altre forze sociali e sindacali di classe, ha raccolto diverse dimostrazioni di sostegno da parte delle delegazioni presenti.


La crisi economica ha accentuato la competizione economica tra le maggiori economie mondiali con un effetto domino che alimenta le guerre di rapina. Il numero dei migranti cresce in tutto il mondo, dall’Africa arrivano il numero più consistente di uomini e donne che fuggono da paesi e continenti saccheggiati e devastati dalle politiche neocoloniali dell’UE e degli USA. Così Mavrikos ha messo al centro del Congresso la questione dei migranti e la questione della guerra come strumento di spoliazione, richiamando la FSM e le organizzazioni aderenti a sviluppare l’azione su questi due temi, organizzando il lavoro tra e con i lavoratori migranti e rilanciando la lotta contro la guerra e la NATO.


E’ nell’attuale contesto, complesso e difficile, di una crisi economica che accentua il carattere predatorio, reazionario, guerrafondaio e profondamente ingiusto del sistema capitalistico, che il sindacalismo di classe deve essere in grado di fornire gli strumenti interpretativi dei fenomeni politici in corso e al tempo stesso organizzare e radicalizzare le lotte in difesa degli interessi dei lavoratori. L’indicazione che esce dal congresso è di lavorare alla formazione e alla crescita dei quadri sindacali, che non siano dei funzionari ma che abbiano le caratteristiche di militanti inseriti nel conflitto sociale, tra i migranti e nei settori del lavoro atipico e precario.


A conferma della sintonia sul documento programmatico sono gli stessi interventi dal palco dei delegati provenienti dall’Ucraina, passando per il Brasile, per l’UE, e per l’Africa che hanno evidenziato come l’attuale livello di scontro, imposto dal capitale oggi chiami il sindacalismo di classe a svolgere una funzione non solo di difesa, ma anche di orientamento politico della classe lavoratrice e dei settori popolari.


La compagna Amarjeet Kaur Segretaria Generale dell’AITUC, le dirigenti sindacali del Cameroun, la giovane leader del Bahrein, con i loro interventi lucidi in termini di analisi e forti nella denuncia, hanno confermato l’importanza della scelta del Sudafrica come sede del 17 ° Congresso di una FSM che guarda in prospettiva e muove il suo asse là dove il conflitto di classe, si esprime con maggiore forza.


Un importante passaggio è la scelta di Michael Makwayiba, leader del National Education Health & Allied Workers Union (NEHAWU) del Sud Africa, come del Presidente della FSM. Il Segretario Generale Mavrikos, ha posto come obiettivo del prossimo Congresso la necessità di rinnovare i gruppi dirigenti e in particolar modo la presenza delle compagne e dei quadri militanti provenienti da paesi e continenti come Africa e Asia. Il congresso oltre all’elezione del Segretario Generale e del Presidente ha eletto il nuovo Consiglio Presidenziale, che in virtù della crescita della FSM è stato allargato a 47 membri, tra questi Pierpaolo Leonardi, un voto che testimonia il riconoscimento per il lavoro svolto dall’USB.


La delegazione italiana, composta dall’ufficio internazionale dell’USB, ha partecipato attivamente ai lavori congressuali, con gli interventi di Pierpaolo Leonardi come Segretario della TUI Public Services mondiale, di Rita Martufi in qualità di rappresentante della FSM presso la FAO e di Cinzia Della porta, intervenuta a nome dell’Unione Sindacale di Base. Molte delegazioni ci hanno espresso solidarietà per l’omicidio di Abdel Salam El Danaf assassinato durante un picchetto alla GLS di Piacenza. La nostra delegazione ha preso parte ai lavori della commissione politica e alle riunioni TUI Public Services e della TUI Transport/TLC/Communication and Fishery.


Il Congresso della FSM ha coinciso con lo sciopero del 7 ottobre proclamato dal COSATU il sindacato sudafricano che ha ospitato i lavori congressuali, e si concluso l’8 ottobre con un corteo colorato dalle bandiere delle delegazioni internazionali che ha sfilato per le vie di Durban accompagnato dagli slogan e dai canti di centinai di lavoratori sudafricani.


Con il diciassettesimo congresso la FSM manda un segnale importante ai lavoratori dei diversi paesi, l’idea dell’organizzazione, del confronto e della solidarietà internazionale sono le direttrici su cui lavorare per fare fronte alla frammentazione imposta dall’organizzazione del lavoro internazionale e all’egemonia culturale del capitalismo.


Ottobre 2016