Il Sucre: primi passi verso una nuova economia finanziaria latinoamericana.
Marco Zoboli
Il SUCRE, Sistema Unico di Compensazione Regionale, sistema monetario interno ai 9 paesi dell’Alleanza Bolivariana per le Americhe (Cuba, Venezuela, Bolivia, Ecuador, Nicaragua…), è entrato in funzione lo scorso fine settimana.
Il suo valore è stato quotato in 1,25 dollari e opererà inizialmente per via elettronica, il suo battesimo è avvenuto nell’ambito di esportazioni di riso venezuelano a Cuba, e in divenire coprirà tutte le transazioni interne ai paesi ALBA, l’Agenzia Boliviana d’Informazione (ABI), ha segnalato che nei prossimi giorni verrà utilizzato per l’acquisto di cemento venezuelano e per l’esportazione di legno, generi alimentari, materiali tessili.
La nascita del SUCRE è frutto della ricerca di un meccanismo che consenta di creare una nuova architettura finanziaria, indipendente dal dollaro e al di fuori della sua egemonia monetaria nell’interscambio commerciale in campo internazionale.
Il Sucre condurrà uniformità nei pagamenti e scambi commerciali, li favorirà e li semplificherà, sarà a tutti gli effetti uno strumento indispensabile nel processo d’integrazione economica a cui il continente latinoamericano è tenuto a far fronte in questa fase di radicale polarizzazione economica regionale. Nel caso latinoamericano, la necessità di questa divisa unica si somma all’esistenza della già neonata Banca dell’Alba e della Banca del Sur, strumenti finanziari che già operano da tempo in seno all’Alba e che sono divenuti tra i promotori dello sviluppo non solo economico, commerciale e ora finanziario ma anche sociale e culturale.
Al termine dell’ultima sessione di lavoro delle commissioni presidenziali per l’implementazione del SUCRE, ha avuto luogo nella stessa sede, la prima riunione straordinaria del Consiglio Ministeriale della Banca dell’ALBA; Cesar Giral, presidente in carica, evidenziando l’importanza del lavoro svolto ha ribadito la piena volontà di ottenere un rafforzamento dell’istituzione finanziaria dell’Alleanza Bolivariana per i Popoli di Nuestra America – Trattato Commercio dei Popoli (ALBA-TPC). “…in questa tappa il Banco dell’ALBA ha realizzato i preparativi necessari per facilitare la realizzazione delle transazioni finanziarie in Sucre… …i progetti internazionali che coinvolgono i vari paesi dell’alleanza proseguono con successo e nell’ottica strategica di accelerare e consolidare i processi d’integrazione regionale in un quadro di complementarietà, solidarietà e rispetto della sovranità nazionale”.
E’ evidente che la nascita del Sucre risponde a un’esigenza impellente da parte dei paesi latinoamericani che in questi anni sono riusciti a scivolare al di fuori della morsa colonialista statunitense. La loro tenacia e forza di volontà nella lotta per l’autodeterminazione politica del continente a poco vale se non sorretta da una conseguente nuova politica economica e finanziaria. La decadente economia statunitense e il loro sempre più triste impero finanziario di cartapesta verde, trascina inevitabilmente al tracollo tutte le economie a esso correllate in un rapporto di sudditanza.
La nascita del Sucre, come embrione di una nuova architettura finanziaria continentale rappresenta la speranza per una vera e definitiva autonomia e sovranità economica continentale. Altre regioni, come il sud-est asiatico con l’ASEAN (ass. sud-est asia) si stanno incamminando verso aree di libero commercio e all’abbattimento di dazi e imposte doganali per rilanciare un’integrazione economica regionale che possa scollarsi dall’attuale crisi finanziaria di questa architettura anglosassone oramai deceduta. Da marxisti dobbiamo considerare questi processi come risposte provvisorie e passeggere all’attuale crisi sistemica, ma sono risposte che possono maturare nuovi equilibri geoeconomici e geopolitici in lassi di tempo relativamente brevi.
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